Forum ETF a Leva
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Partecipa gratis →A metà settembre avevo aperto una discussione sul FOMC dicendo che il mercato era diviso a metà tra pausa e rialzo. Com'è andata lo sappiamo: il 16 settembre la Fed ha alzato di 25 punti base, portando i tassi nella fascia 3,75-4,00%. È il primo rialzo dal luglio 2023.
La cosa che mi ha sorpreso di più non è la decisione, è il voto: unanime, 12 a 0. A luglio erano 9 a 3, con tre membri che già chiedevano di alzare. In due mesi il comitato è passato da spaccato a compatto, e le proiezioni mediane indicano un altro rialzo entro fine anno.
Una settimana prima, il 10 settembre, anche la BCE aveva alzato di un quarto di punto: tasso sui depositi al 2,50%, rifinanziamento principale al 2,65%. Secondo rialzo dopo quello di giugno.
Poi c'è il pezzo che secondo me conta di più per noi: il decennale americano a fine settembre è arrivato al 5,28%, livelli che non si vedevano dal 2007, con il trentennale al 5,61%.
Per chi usa strumenti a leva questo cambia due cose molto concrete. La prima è il costo: un ETF a leva 2 si finanzia a breve termine, quindi ogni rialzo si traduce in un costo di mantenimento più alto, tutti i giorni, a prescindere da come va il mercato. La seconda è il contesto: con i tassi lunghi che salgono, le valutazioni delle società di crescita diventano più fragili, e sono proprio quelle che stanno dentro il Nasdaq.
Io non ho cambiato l'esposizione, ma ho smesso di considerare il costo del finanziamento un dettaglio. Voi ne tenete conto quando scegliete tra un 2x e un 3x, o tra un prodotto in euro e uno in dollari?
Lavoro nel risk management di una banca e confermo la tua lettura sul voto: il passaggio da 9-3 a 12-0 è il vero messaggio. Un comitato diviso si può spostare con un dato debole, uno compatto molto meno.
Sul costo della leva c'è un dettaglio che sfugge: non si muove una volta sola il giorno della decisione. Si aggiusta ogni giorno sul tasso a breve, quindi il rialzo di settembre lo state già pagando, in silenzio, su ogni giornata di detenzione.
Nota da chi studia queste cose: la BCE e la Fed hanno alzato per motivi simili, energia e inflazione che non scende, ma partono da livelli diversi. Depositi al 2,50% da una parte, 3,75-4,00% dall'altra.
Quella differenza non è accademica per chi compra ETF a leva quotati in euro: un prodotto che si finanzia in euro costa meno di uno che si finanzia in dollari. Il CL2, per esempio, ha un indice calcolato in euro proprio per questo. Il rovescio della medaglia è l'esposizione al cambio, ma è un altro discorso.
Io investo senza leva e con un PAC noioso, e devo dire che discussioni come questa mi confermano nella scelta. Però una cosa l'ho imparata: il costo del prestito dentro un ETF a leva non lo vedi da nessuna parte nell'estratto conto, esce solo nel rendimento. È il tipo di costo che la gente sottovaluta proprio perché è invisibile.
Leonardo, il confronto euro-dollaro sul costo del finanziamento è esattamente il punto che volevo far emergere, lo avevo in testa ma non l'avevo scritto.
Le prossime date, per chi vuole segnarle: Fed il 27 e 28 ottobre, BCE il 28 e 29 ottobre, poi la Fed di nuovo l'8 e 9 dicembre. A fine ottobre le due decisioni arrivano a un giorno di distanza, e per chi ha la leva quella settimana merita attenzione.