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Partecipa gratis →A settembre avevo scritto nella discussione sul decadimento che ero entrato il 24 luglio e che avevo ancora la posizione. Siccome qui si leggono tanti inizi e pochi finali, faccio un aggiornamento onesto.
Il Brent a fine settembre stava tra i 103 e i 108 dollari nelle ultime sedute, trascinato dalle tensioni in Medio Oriente. Quindi il sottostante è ancora ben sopra il punto in cui sono entrato.
Lo strumento però non ha fatto il triplo del sottostante, e lo sapevo. La cosa nuova che ho imparato in queste settimane è un'altra: la parte più difficile non è stata sopportare i ribassi, è stata non aumentare durante i rialzi. Ogni volta che il petrolio faceva un +3% in una seduta mi veniva voglia di aggiungere, e ogni volta mi sono ricordato che un'aggiunta sui massimi con la leva 3 è esattamente il modo in cui si restituisce tutto.
Ho preso una decisione: ho venduto un terzo della posizione, e sul resto ho messo una regola di uscita sullo strumento, non sul Brent, come suggeriva qualcuno qui a settembre.
Non so se è la scelta giusta. So che è una scelta che ho scritto prima invece di subirla dopo.
3x o niente. (scherzo, piu o meno)
Tommaso, grazie per l'aggiornamento, e complimenti per la regola sullo strumento invece che sul sottostante. Io, che ero uscita ad agosto, ho imparato una cosa opposta alla tua: per me la parte difficile è stata non rientrare. Ogni volta che il Brent saliva mi sembrava di dover recuperare il treno perso. Non sono rientrata, e a questi livelli sono contenta così.
Leggo con un certo dolore, visto che io ero dall'altra parte. Però il tuo passaggio sul non aumentare durante i rialzi vale anche per gli short: nel mio caso era la tentazione di mediare al rialzo, cioè aggiungere short mentre il prezzo saliva, convinto che fosse l'ultimo strappo. Stesso errore, direzione opposta.