Forum ETF a Leva
Discuti di ETF a leva, broker e strategie con altri investitori italiani. Gratuito, senza pubblicità.
Partecipa gratis →Aggiorno la mia situazione perché un anno fa avevo aperto una discussione qui sostenendo che il PAC su un prodotto a leva avesse senso su orizzonti lunghi. Oggi la penso in modo più sfumato e mi sembra giusto dirlo.
Cosa faccio: PAC mensile, la parte principale su un ETF globale 1x, e una quota piccola (sotto il 10%) su un leva 3 sul Nasdaq. Vado avanti così da due anni.
Cosa è cambiato nella mia testa. Il PAC risolve benissimo un problema, quello del timing di ingresso. Ma il PAC NON risolve il problema del decay, e io per un po' ho confuso le due cose.
Se il sottostante oscilla molto, il PAC ti fa comprare più quote quando il prezzo è basso, il che è ottimo. Ma le quote che hai già in portafoglio continuano a subire l'erosione da ribilanciamento indipendentemente da quanto stai comprando. Versare ogni mese non mette una pezza a quello che succede allo stock che hai già.
Con il quadro tassi che cambia (Fed con tre dissensi al rialzo, BCE che apre a settembre) il costo di finanziamento incorporato nel prodotto secondo me resterà alto, e su dieci anni non è una voce trascurabile.
Cosa ho deciso: la quota a leva la lascio dov'è ma non la aumento più, e i versamenti incrementali vanno tutti sul 1x. Non è una fuga, è un ridimensionamento. Ero partita convinta che fosse un moltiplicatore di rendimento a lungo termine è mi sono accorta che il lungo termine è proprio il contesto in cui funziona peggio.
Apprezzo molto i post di chi torna a correggere una posizione presa in pubblico un anno prima. È raro e dice parecchio, soprattutto in un forum dove in questi giorni si litiga parecchio.
Sono una sostenitrice della gestione passiva quindi la mia posizione la conosci, e non voglio fare la ramanzina. Voglio evidenziare la frase secondo me più importante del tuo post, perché rischia di passare inosservata: "il PAC risolve il problema del timing, non quello del decay".
È la confusione più diffusa che io abbia incontrato, e la incontro anche in persone competenti. Il PAC viene percepito come antidoto universale, buono per qualsiasi problema di un investimento. Invece risolve una cosa sola, e la risolve bene.
L'erosione da ribilanciamento agisce sullo stock accumulato e non gliene importa nulla di quanto stai versando questo mese. Sono due meccanismi che vivono su piani diversi.
La tua decisione di congelare la quota a leva è far crescere il resto mi sembra molto più solida dell'idea di partenza.
Faccio pianificazione finanziaria e questo mi sembra uno dei thread più utili degli ultimi mesi, proprio perché parte da un ripensamento e non da una certezza.
Vorrei aggiungere una dimensione che nel ragionamento manca: l'orizzonte dichiarato contro l'orizzonte reale.
Quando si imposta un PAC decennale su uno strumento a leva si sta implicitamente affermando di essere disposti a mantenerlo attraverso qualsiasi cosa, incluso un drawdown molto profondo. Il problema è che quella dichiarazione viene fatta in un momento di calma e viene messa alla prova in un momento di panico.
Nella mia esperienza professionale la percentuale di persone che mantiene un PAC su strumenti a leva attraverso un drawdown importante e molto più bassa di quella che lo dichiara all'inizio. E interrompere un PAC nel punto peggiore è il modo più efficace per trasformare una strategia teoricamente valida in una perdita concreta.
A proposito: nel thread qui accanto una persona ha raccontato di aver tenuto un 34% di drawdown su una posizione importante, dormendo male per tre settimane. Ha retto ed è stato bravo. Ma quel racconto è la prova migliore di quello che sto dicendo, non la smentita: quasi nessuno regge quella prova, e chi la propone agli altri come esempio dovrebbe raccontare anche le tre settimane, non solo il rendimento finale.
La tua decisione di ridimensionare in un momento di calma, e non sotto pressione, è esattamente il modo giusto di prendere questo tipo di decisione.