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Ho venduto nel panico a inizio luglio e poi è rimbalzato. Come si convive con questa cosa?

5 Post
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63 Visualizzazioni
chiara.n
(@chiara_infermiera)
Active Member
Registrato: 5 mesi fa
Post: 7
Topic starter   [#165]

Buon ferragosto a chi legge. Scrivo perché ho bisogno di metterlo per iscritto più che di consigli operativi.

Faccio l'infermiera, turni compresi, e il mio rapporto con i mercati è sempre stato di sottofondo. A inizio luglio, in una settimana in cui tutto scendeva, ho venduto tutta la mia posizione a leva. Ero in perdita e non reggevo più di aprire l'app la mattina.

Nelle settimane successive il mercato ha recuperato. Non tutto, ma buona parte.

La cosa che mi disturba non è il denaro perso, che era una cifra che potevo permettermi. E il fatto di sapere che ho preso la decisione peggiore nel momento peggiore, e che se si ripresentasse domani la stessa situazione non sono affatto sicura che mi comporterei diversamente.

Nel mio lavoro sotto pressione funziono bene. Lo faccio da anni. Con i soldi, evidentemente, no.

Qualcuno ha trovato un modo pratico per gestire questa cosa? E non intendo "stai calmo", che è come dire a un paziente ansioso di rilassarsi. Intendo qualcosa che si FA, materialmente, quando la sensazione arriva.



   
Citazione
tommy3x
(@tommaso_lev_3)
Eminent Member
Registrato: 5 mesi fa
Post: 16
 

Lo dico brutalmente perché nessuno lo dice mai e secondo me a te serve più di un abbraccio.

Se non reggi di vedere una posizione in rosso, non devi usare prodotti a leva. Punto. Non è un problema di tecnica o di app sul telefono, è un problema di adeguatezza dello strumento alla persona.

Qui dentro si è diffusa l'idea che con abbastanza terapia di gruppo chiunque possa fare qualsiasi cosa. Non è vero. Ci sono strumenti che richiedono di sopportare drawdown importanti, e se uno non li sopporta la soluzione non è imparare a sopportarli: è non usarli.

Hai venduto sul minimo e ti sei fatta male. Ti farai male di nuovo, perché nel frattempo non è cambiato niente di quello che ti ha fatto vendere. L'unica cosa che cambia davvero l'esito è togliere lo strumento, non gestire l'emozione.

Non è cattiveria, è il consiglio più utile che riceverai in questo thread.


3x o niente. (scherzo, piu o meno)


   
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iris.ps
(@iris_psicologa)
Active Member
Registrato: 5 mesi fa
Post: 9
 

Faccio la psicologa e devo rispondere al messaggio precedente, perché contiene un errore che rischia di fare danni a chi legge.

Premessa: sul punto tecnico chi ha scritto prima non ha tutti i torti. Esiste una questione di adeguatezza tra strumento e persona, ed è giusto dirla.

Ma il modo in cui l'ha detta è sbagliato e la conclusione lo è ancora di più. "Ti farai male di nuovo perché non è cambiato niente" è una previsione formulata con una sicurezza che nessuno ha il diritto di avere su un'altra persona, e detta a qualcuno che sta già facendo i conti con un episodio doloroso.

Poi c'è l'errore di merito. Non è vero che l'unica variabile è togliere lo strumento. La dimensione della posizione è una variabile continua, non un interruttore. La stessa persona che va nel panico con una certa esposizione può gestirne benissimo una più piccola. Ridurre non è un ripiego: è la regolazione principale che abbiamo.

A te che hai scritto il post dico due cose concrete, visto che chiedevi cose che si FANNO.

Prima: il fatto che tu regga la pressione al lavoro e non con i soldi non è un tuo difetto. In corsia hai protocolli, formazione, colleghi, un ruolo. Davanti a un grafico rosso sei sola, senza procedura, e la posta è legata alla tua sicurezza personale. Il sistema nervoso tratta le due situazioni in modo completamente diverso.

Seconda: la vendita nel panico ha una funzione, che è far cessare una sensazione insopportabile. Se accetti che in quel momento il tuo obiettivo non era guadagnare ma smettere di stare male, la domanda diventa un'altra e molto più risolvibile: come faccio a non arrivare più a stare Così male. E li la risposta è quasi sempre la dimensione, non la forza di volontà.



   
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chiara.i
(@chiara_invest_00)
Active Member
Registrato: 5 mesi fa
Post: 6
 

Ti rispondo perché ho vissuto la stessa scena con date diverse, e la tua frase sul "non sono sicura che mi comporterei diversamente" me la sono detta identica.

Una cosa pratica, visto che chiedevi qualcosa che si FA: ho tolto l'app dal telefono. Non ho disattivato le notifiche, ho proprio disinstallato l'applicazione. Per operare devo accendere il computer, aprire il browser, fare il login con l'autenticazione a due fattori.

Sembra ridicolo ma quei tre minuti di attrito sono esattamente il tempo che serve perché l'impulso passi. Nei momenti brutti non ho quasi mai completato la procedura. Nei momenti in cui c'era davvero una decisione da prendere, tre minuti non hanno mai cambiato l'esito.

Non risolve il problema di fondo, ma sposta il momento della decisione da quando sei nel panico a quando non lo sei più. Nel tuo mestiere immagino tu conosca bene la differenza tra un protocollo e la buona volontà.

E ignora chi ti ha scritto che ti farai male di nuovo. Non lo sa.



   
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chiara.n
(@chiara_infermiera)
Active Member
Registrato: 5 mesi fa
Post: 7
Topic starter  

Torno per ringraziare, perché le risposte sono state molto più utili di quanto mi aspettassi quando ho scritto.

Ho fatto due cose concrete in queste settimane.

La prima è stata togliere l'app dal telefono. Ha funzionato meglio di quanto pensassi, e a essere onesta la sensazione principale è stata di sollievo, non di privazione. Questo da solo mi ha detto qualcosa.

La seconda, più difficile, è stata ridurre la dimensione della posizione a un livello in cui, se perdo tutto, la cosa mi dispiace ma non mi tiene sveglia. Era più bassa di quanto credessi. Molto più bassa. Ammetterlo è stato fastidioso, perché significa riconoscere di aver operato per mesi oltre la mia soglia reale.

Sulla frase che in quel momento il mio obiettivo non era guadagnare ma smettere di stare male: ci ho pensato per giorni ed è vera. Non me l'ero mai formulata così e cambia il modo in cui guardo quella giornata di luglio.

A chi mi ha scritto che dovrei semplicemente smettere: ci ho pensato sul serio, non l'ho presa male. Ma la conclusione a cui sono arrivata è diversa. Non ho un problema con il rosso, ho un problema con QUANTO rosso, e quello si regola. In corsia non smetto di fare il mio lavoro perché una volta sono andata in difficoltà: cambio il modo in cui mi organizzo.

Grazie davvero. E se serve a qualcuno che legge in silenzio: chiedere è stato molto meno imbarazzante di quanto temessi, anche con qualche risposta ruvida in mezzo.



   
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