Forum ETF a Leva
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Partecipa gratis →Ho una piccola azienda nel settore alimentare, quindi il prezzo delle materie prime agricole per me non è un grafico astratto, è una voce di costo che leggo tutti i mesi.
Proprio per questo mi ha sempre incuriosita il fatto che in questo forum, e in generale nelle discussioni sugli ETC a leva, gli agricoli non li nomini praticamente nessuno. Si parla di petrolio in continuazione, di oro spesso, dei metalli industriali ogni tanto. Di grano, mais, zucchero o caffè quasi mai.
Mi sono chiesta se ci sia una ragione tecnica che non conosco o se sia solo una questione di attenzione. Qualche ipotesi me la sono fatta.
La prima è la liquidità: sospetto che gli strumenti sugli agricoli abbiano volumi molto più bassi, e quindi spread più larghi, il che con la leva è un problema serio.
La seconda è la stagionalità: i prezzi agricoli dipendono da raccolti e da meteo in modo molto più discontinuo rispetto all'energia, e forse questo li rende meno adatti a un approccio tecnico.
La terza, più prosaica, è che non fanno notizia. Il petrolio sta sui giornali tutti i giorni, il grano ci finisce solo quando succede qualcosa di grave.
Chi ha operato su questi strumenti può dirmi se le mie ipotesi hanno senso? E soprattutto: gli spread sono davvero così penalizzanti come immagino, o è un pregiudizio mio?
Le tue ipotesi hanno senso tutte e tre e la prima è quella corretta in modo più netto: gli spread sugli agricoli sono davvero più larghi, e in certe fasce orarie in modo pesante.
Il motivo però non è solo il volume dello strumento. È che il sottostante stesso, cioè il future agricolo, ha una liquidità concentrata in orari legati ai mercati americani. Quando a Milano sono le dieci del mattino, su alcuni contratti agricoli il mercato di riferimento è praticamente fermo, e il market maker dello strumento allarga per proteggersi.
Consiglio pratico se volete provarci: operare nella fascia pomeridiana quando i mercati USA sono aperti. La differenza di spread è visibile a occhio nudo.
Aggiungo la ragione secondo me più importante, che nel tuo elenco manca: gli agricoli hanno un contango strutturale più marcato di quasi tutte le altre materie prime.
Tradotto: dovendo rinnovare i contratti future in scadenza, questi strumenti pagano una differenza che nel tempo erode il valore anche se il prezzo della materia prima resta identico. Sul grano e sullo zucchero questo effetto è storicamente molto pesante.
Se ci sommi la leva, che moltiplica anche quel costo, ottieni uno strumento che per restare in pari ha bisogno che il prezzo salga in modo significativo. Ecco perché se ne parla poco: chi ci ha provato spesso non ha una bella storia da raccontare.