PAC su ETF a leva: ha senso investire ogni mese? I numeri dal 1999 a oggi

28 Settembre 2026

Due persone fanno esattamente la stessa cosa: 200 euro al mese su un ETF a leva 2 sul Nasdaq-100, senza saltare un solo mese. La prima comincia nel marzo del 1999 e dieci anni dopo, per ogni euro versato, le restano 28 centesimi. La seconda comincia un anno più tardi, proprio la settimana in cui la bolla di internet tocca il massimo, e oggi ha 3,58 milioni di euro. Stesso strumento, stessa disciplina, un anno di differenza.

Sommario :

Qui sotto trovi il video completo (15 minuti) e, a seguire, l’analisi scritta con tutti i numeri: cosa fa davvero un PAC su un ETF a leva, qual è la soglia di crescita sotto la quale la leva non conviene, perché il rischio vero arriva al decimo anno e non al primo, e le tre regole che ho ricavato dalle simulazioni, una delle quali in Italia cambia per colpa del fisco.

Video: investire 200 € al mese in un ETF a leva 2 e le 3 regole d’oro — 15 minuti, dati alla fonte.

📊 Il PAC a leva in sei numeri — dati al 18 settembre 2026

🎯
Soglia di convenienza
≈ 10,4% l’anno
crescita minima del Nasdaq-100 perché la leva 2 renda più dell’indice
🧮
PAC di 10 anni vinti dalla leva
185 su 213
una partenza al mese, dal 1999 al 2016
📉
Caso peggiore dopo 10 anni
0,28 € per euro versato
partenza marzo 1999 · senza leva 0,62 €
🚀
PAC dal picco del 2000
3.583.422 €
63.800 € versati · senza leva 814.921 €
⏳
Sotto i soldi versati
11 anni e 5 mesi
stesso PAC, dal marzo 2000 all’agosto 2011
💨
Peso della rata dopo 10 anni
0,08% del portafoglio
PAC sul vero LQQ dal 2012, a fine 2021

I PAC partiti prima del giugno 2006 sono simulati: l’LQQ non esisteva ancora. Il modello è tarato sul fondo vero (metodo più sotto). Il risultato da 3,58 milioni riguarda il Nasdaq-100, un indice scelto a posteriori proprio perché è salito molto: il Giappone, più sotto, mostra l’altra faccia.

🔎 Perché proprio l’LQQ, e perché adesso

Di ETF a leva 2 su indici azionari quotati in Italia ce ne sono diversi: sull’S&P 500, sull’MSCI USA, sul DAX tedesco, sul nostro FTSE MIB. Per queste simulazioni ho scelto l’LQQ, l’Amundi Nasdaq-100 Daily (2x) Leveraged, per tre motivi.

Primo motivo: è il più grande del gruppo e ha vent’anni di prezzi veri. Fra i cinque ETF a leva 2 che ho confrontato su justETF il 27 settembre 2026 (LQQ, il CL2 sull’MSCI USA, l’Xtrackers S&P 500 2x, l’Amundi LevDAX e l’Amundi FTSE MIB 2x) l’LQQ è quello con il patrimonio maggiore, oltre 1,3 miliardi di euro. Esiste dal giugno 2006, e quei vent’anni di quotazioni reali mi servono per controllare che i calcoli tornino. Attenzione, non è il più vecchio: il LevDAX è nato tre settimane prima.

Secondo motivo: il Nasdaq-100 è il caso favorevole alla leva. Dal 2009 a oggi è stato uno degli indici azionari cresciuti di più al mondo, e una leva rende al meglio proprio su un indice che sale con costanza. Tutto quello che vedrai di negativo succede quindi nel caso migliore. Per non raccontare solo la versione bella, più avanti rifaccio gli stessi calcoli sul Giappone, che per vent’anni non è andato da nessuna parte. I numeri sono del Nasdaq, ma le regole finali valgono per qualunque ETF a leva.

Terzo motivo: da luglio il PAC lo può fare chiunque. Il 9 luglio 2026 l’LQQ è stato frazionato 1:200. Prima una quota costava quasi 2.000 euro, e con 200 euro al mese ne compravi una ogni dieci mesi; oggi ne costa meno di 10 (9,87 euro il 21 settembre 2026), quindi con la stessa rata ne compri una ventina. La domanda non è più se si può fare, ma se conviene.

📋 Scheda dell’LQQ — dati justETF al 28 settembre 2026

CampoDettaglio
NomeAmundi Nasdaq-100 Daily (2x) Leveraged UCITS ETF
Ticker / ISINLQQ · FR0010342592
TER0,60% l’anno
Patrimonio1.368 milioni di euro
Nato il27 giugno 2006
Replicasintetica, swap con Société Générale
Dividendiaccumulazione
Cambioquotato in euro, esposizione 1× al dollaro (la leva si applica al rendimento in dollari)
Frazionamento1:200 il 9 luglio 2026, ISIN invariato

Come ho ricostruito gli anni prima del 2006

Prima del 2006 l’LQQ non esisteva, quindi per andare più indietro l’ho ricostruito giorno per giorno: due volte il rendimento del Nasdaq-100 total return in dollari, meno il costo del prestito (il T-bill americano a tre mesi), meno i costi del fondo, poi convertito in euro con il cambio di riferimento della BCE. Poi ho messo il modello a confronto con il fondo vero. Dal 2 gennaio 2009 al 18 settembre 2026 l’LQQ ha moltiplicato il capitale per 253,9; il modello, con un costo totale di 1,20% l’anno (lo 0,60% di TER più swap, ritenute sui dividendi dell’indice e scostamento di replica), per 253,8. Nei box di questa pagina trovi sempre l’etichetta che dice da dove viene il numero: prezzi reali LQQ, dati ricostruiti oppure modello calibrato su LQQ.

🕳️ Il primo malinteso: il PAC non cura il decadimento

Il malinteso più diffuso è che il piano di accumulo «risolva» il decadimento da volatilità degli ETF a leva. Non lo tocca nemmeno. Un ETF a leva 2 raddoppia la variazione di ogni giornata, non quella dell’anno: ogni sera si ribilancia e riparte da zero. Se l’indice scende e poi risale fino al punto di partenza, tu non ci torni.

🔁 Due giorni, indice invariato: cosa resta in tasca

GiornoIndiceETF a leva 2
Partenza100100
Giorno 1−10% → 90−20% → 80
Giorno 2+11,1% → 100+22,2% → 97,8
Risultato0%−2,2%

Se l’ETF a leva è un secchio, il decadimento è il buco nel secchio. Il PAC è solo il modo in cui versi l’acqua: a secchiate o a bicchierini, il buco resta lì e perde lo stesso. Quello che il PAC cambia davvero è il prezzo medio di carico, perché compri più quote quando il prezzo scende. È utile, ma non rende lo strumento più sicuro. Il meccanismo è spiegato nel dettaglio nelle guide sull’effetto compounding e sul perché la leva soffre nei mercati laterali.

Leggi anche:  ETF a leva per il breve termine: trading vs investimento

💸 Il costo che il PAC aggiunge: le commissioni

Il PAC un costo in più ce l’ha, ed è tutto tuo. Con 200 euro al mese, una commissione di 3 euro a operazione è l’1,5% di ogni versamento, pagato prima ancora di comprare. Sono 36 euro l’anno: finché il portafoglio vale meno di 6.000 euro, pesano più dello 0,60% di TER del fondo. Per un PAC mensile su importi piccoli la scelta del broker conta quanto quella dell’ETF, e il confronto dei costi nascosti degli ETF a leva parte da qui.

Io per questo uso XTB: azioni ed ETF a zero commissioni fino a 100.000 euro di controvalore al mese (oltre, 0,2% con un minimo di 10 euro), con la possibilità di comprare frazioni di quota. Una precisazione importante: XTB non è sostituto d’imposta, quindi le tasse le dichiari tu (quadri RT e RW); come si fa è spiegato nella guida al regime fiscale dichiarativo con XTB.

💼 Il broker che uso per il PAC: XTB
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🎯 La soglia del 10%: quando la leva conviene davvero

C’è un numero che conta più di tutti gli altri, ed è una soglia. Ogni anno la leva 2 ti presenta tre conti, e l’indice deve crescere abbastanza da pagarli tutti prima che la leva cominci a rendere più dell’indice normale.

  1. L’attrito da volatilità. L’indice che va su e giù ti porta via qualcosa anche quando alla fine non si è mosso: non perché scende, ma perché si muove. Per una leva 2 vale circa il quadrato della volatilità annua. Con la volatilità del Nasdaq-100 degli ultimi cinque anni (22,9%) sono circa 5,25 punti l’anno.
  2. Il prestito. Per darti il doppio dell’esposizione, il fondo si finanzia ai tassi americani a breve. Nel giugno 2021 il T-bill a tre mesi rendeva lo 0,04%, nel giugno 2024 il 5,21%, il 18 settembre 2026 il 3,98%. E quello non lo decidi tu.
  3. I costi del fondo, swap compreso: 1,20% l’anno nel modello tarato sull’LQQ.

Sommati, fanno circa il 10,4% l’anno. Il Nasdaq-100 deve crescere più di così solo perché la leva ti dia più dell’indice senza leva. Sotto quella soglia prendi il doppio del rischio e porti a casa di meno. La soglia si muove: con la volatilità media dal 1999 (27%) sale al 12,5%, con un T-bill al 2% scende intorno all’8,5%.

🧪 La prova su due anni veri

Prezzi reali LQQ
AnnoNasdaq-100 total return (USD)Due volte l’indiceLQQ reale
2011+3,5%+7,0%+0,6%
2018−0,1%−0,2%−3,6%

In euro l’indice ha fatto +6,9% nel 2011 e +4,6% nel 2018: misurato in euro lo scarto è ancora più ampio, quindi il confronto in dollari è quello prudente.

Nel 2011 il Nasdaq-100 sale poco e l’LQQ, che dovrebbe fare il doppio, resta praticamente fermo. Nel 2018 l’indice chiude piatto e l’LQQ perde quasi il 4%. L’indice è fermo, tu sei in rosso: questo è l’attrito, misurato su prezzi veri.

Leggi anche:  TER e costi nascosti degli ETF a leva: cosa paghi davvero

🎈 Le due vite del PAC: perché il rischio arriva al decimo anno

È la parte che quasi mai viene raccontata, ed è il motivo per cui tanti abbandonano un PAC a leva nel momento peggiore: un piano di accumulo ha due vite, e sono opposte.

Prima vita: il PAC fa da airbag. Il 22 novembre 2021 l’LQQ tocca il massimo, poi crolla del 61,2% fino al 28 dicembre 2022. Chi ha cominciato il PAC proprio quel giorno, nel momento peggiore possibile, ha versato 11.800 euro e oggi ne ha 27.593: +134%, contro il +66% dello stesso PAC senza leva. E nel momento peggiore il suo portafoglio non ha perso il 61% dell’ETF, si è fermato al −42,5%, perché ogni mese entravano soldi nuovi a prezzi bassi.

Seconda vita: l’airbag si sgonfia. Prendi lo stesso PAC da 200 euro, ma cominciato nel gennaio 2012, e guarda quanto pesa la rata sul portafoglio anno dopo anno.

💨 PAC da 200 € al mese sull’LQQ dal gennaio 2012: quanto pesa la rata

Prezzi reali LQQ
DataVersatiPortafoglioPeso della rata da 200 €
fine 20134.800 €7.329 €2,73%
fine 201612.000 €27.292 €0,73%
fine 202124.000 €258.418 €0,08%
21 settembre 202635.400 €562.556 €0,04%

Nel crollo del 2022 lo stesso portafoglio passa da 267.654 € (22/11/2021) a 105.466 € (28/12/2022): −162.188 €, −61%. Senza leva, nello stesso periodo: da 92.672 € a 65.863 €, −29%.

All’inizio la rata conta; dopo dieci anni non la vedi più. Stesso gesto, stessa disciplina, ma non sposta più niente: nel 2022 quel portafoglio perde 160.000 euro in tredici mesi, il 61%, esattamente quanto l’ETF. Il PAC non ha protetto nulla. È un airbag che si sgonfia da solo mentre guidi: ti protegge quando hai poco da perdere e smette di proteggerti quando hai tutto da perdere. Il rischio di un PAC a leva, quindi, non è all’inizio: è al decimo anno.

💥 Caso peggiore n. 1: cominciare in cima alla bolla di internet

Se parli di leva, i casi peggiori li devi guardare in faccia. Il primo è la bolla delle dot-com, e qui i numeri sono ricostruiti. Fra il marzo 2000 e l’ottobre 2002 il Nasdaq-100 perde l’83,1%; la sua versione a leva 2 perde il 98,7%. Per tornare al livello di partenza all’indice servono sedici anni e mezzo (ottobre 2016), alla leva quasi ventuno (febbraio 2021).

E il PAC? Alla fine ha funzionato, ma guarda quanto è costato arrivarci. È la seconda persona dell’inizio: 200 euro al mese a partire dal 10 marzo 2000.

📈 PAC da 200 € al mese dal 10 marzo 2000: i primi tredici anni

Dati ricostruiti
  • PAC con leva 2x
  • Stesso PAC senza leva
  • Soldi versati
  • Leva sotto il versato
PAC da 200 euro al mese dal 10 marzo 2000: valore con leva 2x, senza leva e soldi versati, 2000-2012 Il PAC a leva scende a 1.366 euro nell’ottobre 2002 contro 6.400 versati, crolla di nuovo nel novembre 2008 e resta sotto il versato fino al 25 agosto 2011; dal 4 giugno 2012 supera definitivamente il PAC senza leva. 0 10.000 20.000 30.000 40.000 50.000 60.000 2001 2003 2005 2007 2009 2011 ott 2002: 1.366 € nov 2008: 5.955 € ago 2011: torna sopra il versato giu 2012: supera il PAC senza leva fine mar 2000 versati 200 € con leva 181 € senza leva 192 € fine giu 2000 versati 800 € con leva 648 € senza leva 740 € fine set 2000 versati 1.400 € con leva 1.133 € senza leva 1.357 € fine dic 2000 versati 2.000 € con leva 720 € senza leva 1.272 € fine mar 2001 versati 2.600 € con leva 604 € senza leva 1.351 € fine giu 2001 versati 3.200 € con leva 1.437 € senza leva 2.293 € fine set 2001 versati 3.800 € con leva 788 € senza leva 1.759 € fine dic 2001 versati 4.400 € con leva 2.188 € senza leva 3.157 € fine mar 2002 versati 5.000 € con leva 2.368 € senza leva 3.530 € fine giu 2002 versati 5.600 € con leva 1.379 € senza leva 2.676 € fine set 2002 versati 6.200 € con leva 1.281 € senza leva 2.681 € fine dic 2002 versati 6.800 € con leva 2.128 € senza leva 3.521 € fine mar 2003 versati 7.400 € con leva 2.734 € senza leva 4.108 € fine giu 2003 versati 8.000 € con leva 4.290 € senza leva 5.288 € fine set 2003 versati 8.600 € con leva 5.424 € senza leva 6.201 € fine dic 2003 versati 9.200 € con leva 6.843 € senza leva 7.020 € fine mar 2004 versati 9.800 € con leva 7.323 € senza leva 7.728 € fine giu 2004 versati 10.400 € con leva 8.714 € senza leva 8.815 € fine set 2004 versati 11.000 € con leva 7.859 € senza leva 8.623 € fine dic 2004 versati 11.600 € con leva 9.933 € senza leva 9.614 € fine mar 2005 versati 12.200 € con leva 9.188 € senza leva 9.840 € fine giu 2005 versati 12.800 € con leva 10.470 € senza leva 11.255 € fine set 2005 versati 13.400 € con leva 12.564 € senza leva 12.751 € fine dic 2005 versati 14.000 € con leva 13.902 € senza leva 13.973 € fine mar 2006 versati 14.600 € con leva 14.917 € senza leva 14.738 € fine giu 2006 versati 15.200 € con leva 12.405 € senza leva 13.539 € fine set 2006 versati 15.800 € con leva 14.090 € senza leva 14.909 € fine dic 2006 versati 16.400 € con leva 15.629 € senza leva 15.841 € fine mar 2007 versati 17.000 € con leva 15.987 € senza leva 16.404 € fine giu 2007 versati 17.600 € con leva 19.182 € senza leva 18.328 € fine set 2007 versati 18.200 € con leva 21.500 € senza leva 19.474 € fine dic 2007 versati 18.800 € con leva 20.619 € senza leva 19.285 € fine mar 2008 versati 19.400 € con leva 14.144 € senza leva 15.877 € fine giu 2008 versati 20.000 € con leva 15.366 € senza leva 17.025 € fine set 2008 versati 20.600 € con leva 12.603 € senza leva 16.724 € fine dic 2008 versati 21.200 € con leva 7.321 € senza leva 13.681 € fine mar 2009 versati 21.800 € con leva 8.311 € senza leva 15.227 € fine giu 2009 versati 22.400 € con leva 11.764 € senza leva 17.847 € fine set 2009 versati 23.000 € con leva 15.868 € senza leva 20.666 € fine dic 2009 versati 23.600 € con leva 19.513 € senza leva 23.456 € fine mar 2010 versati 24.200 € con leva 23.650 € senza leva 27.083 € fine giu 2010 versati 24.800 € con leva 20.663 € senza leva 27.053 € fine set 2010 versati 25.400 € con leva 25.018 € senza leva 28.627 € fine dic 2010 versati 26.000 € con leva 32.039 € senza leva 33.164 € fine mar 2011 versati 26.600 € con leva 33.878 € senza leva 33.527 € fine giu 2011 versati 27.200 € con leva 33.308 € senza leva 33.405 € fine set 2011 versati 27.800 € con leva 29.909 € senza leva 33.552 € fine dic 2011 versati 28.400 € con leva 35.536 € senza leva 38.025 € fine mar 2012 versati 29.000 € con leva 50.985 € senza leva 45.305 € fine giu 2012 versati 29.600 € con leva 48.985 € senza leva 46.364 € fine set 2012 versati 30.200 € con leva 54.998 € senza leva 48.993 € fine dic 2012 versati 30.800 € con leva 49.297 € senza leva 46.437 €

Valori in euro. Passa il mouse (o tocca) sul grafico per i valori di fine trimestre. Nasdaq-100 total return, T-bill USA a 3 mesi, cambio BCE; modello tarato sull’LQQ reale. Versamento il primo giorno di Borsa di ogni mese.

Il 9 ottobre 2002, dopo 6.400 euro versati, il conto ne vale 1.366: −79%. Il 20 novembre 2008 il portafoglio è a −75,4% dal suo massimo dell’ottobre 2007 (senza leva −37,9%). Resta sotto i soldi versati fino al 25 agosto 2011, cioè per undici anni e cinque mesi, e supera definitivamente il PAC senza leva solo dal 4 giugno 2012. Poi sì, alla fine arriva a 3.583.422 euro su 63.800 versati, contro 814.921 senza leva.

Ma la domanda vera è un’altra. Sei nel novembre 2008, ti guardi alle spalle e ti dici che hai versato 200 euro al mese per otto anni e otto mesi, 21.000 euro in tutto. Il conto ne vale 5.955. Tutti intorno a te parlano di fine del sistema bancario. Fai il bonifico del mese dopo? Sii onesto, perché è il punto principale: i 3,58 milioni esistono solo per chi ha continuato a fare quel bonifico ogni mese, fino a oggi.

🗾 Caso peggiore n. 2: il Giappone dal 1990

Finora ho parlato del Nasdaq, il caso più favorevole alla leva. Allora rifacciamo lo stesso esperimento sul Nikkei 225 a partire dal gennaio 1990, subito dopo il massimo della bolla giapponese, con le stesse regole e ipotesi generose sui costi.

🗾 Nikkei 225 a leva 2, PAC da 200 al mese dal gennaio 1990

Dati ricostruiti
MomentoVersatiCon leva 2xSenza leva
31/12/2010, dopo 21 anni50.40019.415 (−61%)41.029 (−19%)
25 settembre 202688.200865.509489.461
Solo l’indice, 04/01/1990 → 25/09/2026—−37%+197%

Simulazione in valuta locale, senza effetto cambio: gli importi indicano 200 unità al mese, non euro reali. Ipotesi: dividendi 1,5% l’anno, tasso di finanziamento 0,5%, costi 1,2%. Serve a mostrare cosa fa la leva su un indice che non sale, non a stimare un rendimento in euro.

Dopo ventun anni di versamenti, senza saltarne uno, il PAC a leva è ancora in perdita del 61%. E l’indice a leva 2, preso da solo, oggi è ancora sotto del 37% rispetto al 1990, dopo trentasei anni, mentre il Nikkei senza leva quasi triplica. Dal 2013 il Giappone è ripartito e alla fine il PAC se l’è cavata, ma ci sono voluti più di vent’anni. Nessuno ti garantisce che il tuo indice sia il Nasdaq del 2000 e non il Nikkei del 1990.

Leggi anche:  Copertura valutaria negli ETF a leva: hedged vs non hedged

👥 213 persone, 213 PAC di dieci anni

Ricordi le due persone dell’inizio? Adesso immaginane 213. Una comincia il PAC a gennaio 1999, una a febbraio, una a marzo, e così via, un mese dopo l’altro fino a settembre 2016. Ognuna versa 200 euro al mese per dieci anni, 24.000 euro in tutto, poi guardo quanto ha in tasca con la leva e senza.

🗓️ Esito dopo 10 anni, per mese di partenza

Dati ricostruitiModello calibrato su LQQ
  • La leva batte l’indice (185)
  • Meglio senza leva, ma in guadagno (8)
  • Leva ancora in perdita (20)
213 PAC di 10 anni, uno per ogni mese di partenza da gennaio 1999 a settembre 2016 In 185 casi su 213 la leva 2x batte l’indice senza leva. I 20 PAC ancora in perdita dopo dieci anni partono tutti fra gennaio 1999 e settembre 2000. G F M A M G L A S O N D 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 Partenze del 1999, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×0,34 · feb ×0,33 · mar ×0,28 · apr ×0,36 · mag ×0,46 · giu ×0,48 · lug ×0,50 · ago ×0,60 · set ×0,58 · ott ×0,63 · nov ×0,63 · dic ×0,71 senza leva: gen ×0,65 · feb ×0,67 · mar ×0,62 · apr ×0,68 · mag ×0,77 · giu ×0,76 · lug ×0,77 · ago ×0,84 · set ×0,83 · ott ×0,86 · nov ×0,85 · dic ×0,90Partenze del 2000, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×0,84 · feb ×0,76 · mar ×0,86 · apr ×0,99 · mag ×1,08 · giu ×0,96 · lug ×0,85 · ago ×0,97 · set ×0,91 · ott ×1,03 · nov ×1,16 · dic ×1,28 senza leva: gen ×1,00 · feb ×0,97 · mar ×1,05 · apr ×1,13 · mag ×1,19 · giu ×1,18 · lug ×1,11 · ago ×1,15 · set ×1,13 · ott ×1,16 · nov ×1,23 · dic ×1,33Partenze del 2001, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×1,37 · feb ×1,42 · mar ×1,40 · apr ×1,41 · mag ×1,41 · giu ×1,37 · lug ×1,40 · ago ×1,40 · set ×1,24 · ott ×1,17 · nov ×1,38 · dic ×1,41 senza leva: gen ×1,37 · feb ×1,37 · mar ×1,36 · apr ×1,35 · mag ×1,32 · giu ×1,32 · lug ×1,34 · ago ×1,34 · set ×1,28 · ott ×1,29 · nov ×1,39 · dic ×1,41Partenze del 2002, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×1,47 · feb ×1,67 · mar ×1,87 · apr ×2,07 · mag ×2,00 · giu ×1,74 · lug ×1,93 · ago ×1,97 · set ×2,12 · ott ×2,08 · nov ×1,88 · dic ×1,84 senza leva: gen ×1,47 · feb ×1,56 · mar ×1,64 · apr ×1,72 · mag ×1,70 · giu ×1,64 · lug ×1,71 · ago ×1,75 · set ×1,79 · ott ×1,75 · nov ×1,66 · dic ×1,63Partenze del 2003, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×1,90 · feb ×1,86 · mar ×1,91 · apr ×1,99 · mag ×2,03 · giu ×2,20 · lug ×2,09 · ago ×2,32 · set ×2,27 · ott ×2,44 · nov ×2,62 · dic ×2,76 senza leva: gen ×1,65 · feb ×1,60 · mar ×1,66 · apr ×1,71 · mag ×1,71 · giu ×1,78 · lug ×1,73 · ago ×1,80 · set ×1,79 · ott ×1,82 · nov ×1,89 · dic ×1,94Partenze del 2004, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×2,85 · feb ×2,67 · mar ×2,96 · apr ×2,92 · mag ×2,78 · giu ×3,04 · lug ×3,26 · ago ×3,29 · set ×3,72 · ott ×3,63 · nov ×3,96 · dic ×4,18 senza leva: gen ×1,95 · feb ×1,90 · mar ×1,98 · apr ×1,96 · mag ×1,90 · giu ×2,00 · lug ×2,07 · ago ×2,09 · set ×2,25 · ott ×2,26 · nov ×2,37 · dic ×2,43Partenze del 2005, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×4,17 · feb ×4,31 · mar ×4,95 · apr ×4,74 · mag ×4,84 · giu ×5,03 · lug ×4,71 · ago ×5,05 · set ×3,97 · ott ×4,06 · nov ×5,11 · dic ×5,31 senza leva: gen ×2,46 · feb ×2,58 · mar ×2,76 · apr ×2,75 · mag ×2,72 · giu ×2,80 · lug ×2,68 · ago ×2,79 · set ×2,44 · ott ×2,48 · nov ×2,79 · dic ×2,90Partenze del 2006, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×4,65 · feb ×4,17 · mar ×4,24 · apr ×4,37 · mag ×4,03 · giu ×4,39 · lug ×4,20 · ago ×4,76 · set ×4,78 · ott ×4,85 · nov ×4,69 · dic ×4,76 senza leva: gen ×2,67 · feb ×2,53 · mar ×2,55 · apr ×2,52 · mag ×2,41 · giu ×2,54 · lug ×2,49 · ago ×2,64 · set ×2,64 · ott ×2,64 · nov ×2,61 · dic ×2,67Partenze del 2007, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×5,20 · feb ×5,46 · mar ×6,08 · apr ×6,05 · mag ×6,27 · giu ×6,46 · lug ×5,84 · ago ×6,18 · set ×6,27 · ott ×6,29 · nov ×6,88 · dic ×6,87 senza leva: gen ×2,82 · feb ×2,82 · mar ×3,00 · apr ×2,97 · mag ×2,97 · giu ×2,97 · lug ×2,80 · ago ×2,82 · set ×2,82 · ott ×2,83 · nov ×2,97 · dic ×2,92Partenze del 2008, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×7,07 · feb ×7,60 · mar ×7,31 · apr ×6,33 · mag ×6,95 · giu ×7,99 · lug ×7,94 · ago ×8,15 · set ×8,93 · ott ×8,81 · nov ×7,43 · dic ×7,24 senza leva: gen ×2,93 · feb ×2,98 · mar ×2,96 · apr ×2,73 · mag ×2,89 · giu ×3,14 · lug ×3,12 · ago ×3,14 · set ×3,29 · ott ×3,25 · nov ×3,02 · dic ×2,99Partenze del 2009, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×5,55 · feb ×6,19 · mar ×6,50 · apr ×6,85 · mag ×7,09 · giu ×5,55 · lug ×6,56 · ago ×6,57 · set ×6,09 · ott ×6,04 · nov ×6,45 · dic ×6,57 senza leva: gen ×2,63 · feb ×2,77 · mar ×2,86 · apr ×2,97 · mag ×3,02 · giu ×2,68 · lug ×2,90 · ago ×2,94 · set ×2,85 · ott ×2,84 · nov ×2,90 · dic ×2,94Partenze del 2010, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×7,15 · feb ×7,44 · mar ×6,74 · apr ×4,44 · mag ×5,86 · giu ×6,78 · lug ×7,49 · ago ×7,99 · set ×9,40 · ott ×8,15 · nov ×7,26 · dic ×8,67 senza leva: gen ×3,04 · feb ×3,11 · mar ×2,97 · apr ×2,51 · mag ×2,90 · giu ×3,08 · lug ×3,23 · ago ×3,26 · set ×3,50 · ott ×3,30 · nov ×3,14 · dic ×3,38Partenze del 2011, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×8,58 · feb ×9,23 · mar ×9,08 · apr ×9,11 · mag ×9,28 · giu ×8,71 · lug ×9,92 · ago ×10,20 · set ×10,86 · ott ×9,60 · nov ×10,72 · dic ×10,60 senza leva: gen ×3,31 · feb ×3,46 · mar ×3,43 · apr ×3,48 · mag ×3,46 · giu ×3,32 · lug ×3,58 · ago ×3,62 · set ×3,74 · ott ×3,54 · nov ×3,74 · dic ×3,76Partenze del 2012, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×11,00 · feb ×8,84 · mar ×7,51 · apr ×8,24 · mag ×6,48 · giu ×5,64 · lug ×4,74 · ago ×5,83 · set ×5,19 · ott ×4,30 · nov ×4,11 · dic ×4,27 senza leva: gen ×3,82 · feb ×3,45 · mar ×3,20 · apr ×3,37 · mag ×3,07 · giu ×2,86 · lug ×2,67 · ago ×2,99 · set ×2,86 · ott ×2,64 · nov ×2,57 · dic ×2,57Partenze del 2013, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×3,32 · feb ×4,01 · mar ×3,68 · apr ×4,21 · mag ×4,07 · giu ×4,81 · lug ×5,05 · ago ×5,17 · set ×4,90 · ott ×4,47 · nov ×4,20 · dic ×4,70 senza leva: gen ×2,26 · feb ×2,45 · mar ×2,37 · apr ×2,53 · mag ×2,48 · giu ×2,73 · lug ×2,78 · ago ×2,80 · set ×2,75 · ott ×2,67 · nov ×2,59 · dic ×2,70Partenze del 2014, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×4,84 · feb ×5,21 · mar ×5,62 · apr ×5,44 · mag ×4,75 · giu ×5,24 · lug ×5,81 · ago ×5,08 · set ×4,83 · ott ×5,08 · nov ×5,15 · dic ×5,79 senza leva: gen ×2,73 · feb ×2,85 · mar ×2,96 · apr ×2,91 · mag ×2,73 · giu ×2,85 · lug ×3,01 · ago ×2,81 · set ×2,72 · ott ×2,78 · nov ×2,83 · dic ×3,05Partenze del 2015, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×5,64 · feb ×5,67 · mar ×4,98 · apr ×4,26 · mag ×3,99 · giu ×4,57 · lug ×4,73 · ago ×4,89 · set ×4,87 · ott ×5,36 · nov ×5,80 · dic ×5,32 senza leva: gen ×3,03 · feb ×3,05 · mar ×2,83 · apr ×2,59 · mag ×2,47 · giu ×2,64 · lug ×2,64 · ago ×2,73 · set ×2,69 · ott ×2,81 · nov ×2,96 · dic ×2,82Partenze del 2016, multiplo dopo 10 anni con leva: gen ×5,10 · feb ×5,12 · mar ×4,74 · apr ×4,27 · mag ×5,46 · giu ×6,44 · lug ×6,05 · ago ×5,36 · set ×5,28 senza leva: gen ×2,75 · feb ×2,74 · mar ×2,65 · apr ×2,53 · mag ×2,86 · giu ×3,11 · lug ×3,06 · ago ×2,87 · set ×2,84

Ogni casella è un PAC da 120 rate. Il riquadro bianco segna la partenza di marzo 1999, la prima persona dell’inizio. Passa il mouse (o tocca) su una riga per i multipli con e senza leva di ogni mese.

La leva vince 185 volte su 213, l’87% dei casi. E quando vince, vince bene: nel caso tipico (la mediana) ogni euro versato diventa 4,76 euro con la leva contro 2,67 senza. Ma in 20 casi su 213, circa uno su dieci, dopo dieci anni di versamenti sei ancora in perdita (senza leva succede in 14 casi). Nel caso peggiore, per ogni euro versato te ne restano 28 centesimi: è proprio la prima persona dell’inizio, quella partita a marzo 1999. Il caso migliore è la partenza di gennaio 2012: 11 euro per ogni euro versato, contro 3,82 senza leva.

Una precisazione onesta sul metodo: queste 213 finestre si sovrappongono (quella di gennaio 1999 e quella di febbraio hanno 119 mesi su 120 in comune), quindi non sono 213 esperimenti indipendenti ma un solo mercato guardato da 213 punti di partenza. Infatti le 20 finestre in perdita partono tutte fra gennaio 1999 e settembre 2000: vengono da un solo episodio, la bolla. È un prezzo che a volte dovrai pagare, e devi sapere prima se te lo puoi permettere.

📏 Regola n. 1: la quota a leva si decide prima, e si scrive in euro

Se decidi di fare un PAC a leva, la prima scelta è quanta parte dei versamenti mandare sulla leva e quanta su un ETF sul Nasdaq-100 senza leva, lo schema che nella gestione di portafoglio si chiama core-satellite: un nucleo tranquillo e un satellite aggressivo. Ecco cosa avrebbe prodotto dal 2012 a oggi, con i versamenti usati per riportare la quota verso il bersaglio.

⚖️ PAC 200 € al mese dal 3 gennaio 2012 — 35.400 € versati

Modello calibrato su LQQ
Quota a levaValore al 18/09/2026Perdita massima
0% (solo indice)186.804 €−30,5%
10%213.824 €−34,4%
20%241.856 € (+55.052 €)−38,9%
30%271.673 €−42,6%
100% (tutto a leva)568.516 €−60,6%

Tenere circa un quinto sulla leva e il resto sull’indice semplice avrebbe reso 55.000 euro in più, al prezzo di qualche punto di perdita massima in più. Tutto a leva avrebbe reso il triplo dell’indice, ma a un certo punto avresti visto il conto più che dimezzato. Quindi qual è la quota giusta? Dipende da una domanda che non riguarda il rendimento: riesci a dormire con il 40% in meno sul conto, senza vendere? Se la risposta è no, la tua quota è più bassa.

E scrivila in euro. «Al massimo 8.000 euro in leva» è una frase che ti ferma. «Il 20% del portafoglio» è una frase che si allarga da sola, senza che te ne accorga, come mostra la regola successiva. Per costruire il resto del portafoglio intorno alla leva c’è la guida su come costruire un portafoglio con ETF a leva.

🔄 Regola n. 2: ribilanciare non serve a guadagnare di più

È il risultato che mi ha sorpreso di più. Ho provato a vendere la parte a leva ogni volta che superava una soglia, come si consiglia di solito, e ho confrontato tre comportamenti partendo dal 20% a leva.

🔄 Tre modi di gestire il 20% a leva

Dati ricostruiti (dal 2000)Modello calibrato (dal 2012)
ComportamentoDal 10/03/2000 · 63.800 € versatiDal 03/01/2012 · 35.400 € versati
Non tocco niente
ogni rata divisa 20/80
1.368.621 €
perdita max −46,4% · leva oggi 52%
263.146 €
perdita max −42,3% · leva oggi 43%
Ribilancio con i versamenti
se la leva è sopra il 20%, la rata va tutta sull’indice
1.405.152 €
perdita max −47,1% · leva oggi 52%
241.856 €
perdita max −38,9% · leva oggi 31%
Versamenti + vendo oltre la soglia
soglia 40% dal 2000, 30% dal 2012
1.206.525 €
perdita max −47,1% · 1 vendita, 18.707 € di tasse
237.969 €
perdita max −36,3% · 1 vendita, 2.649 € di tasse

Dal 2012 la soglia del 40% non scatta mai, per questo lì la vendita è simulata al 30%. Tasse calcolate al 26% sulla plusvalenza della quota venduta.

Vendere ha fatto guadagnare di meno in entrambe le simulazioni. E nel caso della bolla di internet la perdita massima non è migliorata nemmeno di un punto, perché il crollo peggiore è arrivato quando la parte a leva non si era ancora gonfiata. Dal 2012 qualche punto lo recupera (da −42,3% a −36,3%), ed è l’unico vero effetto della vendita.

Misurando, però, è emersa un’altra cosa. Se parti con il 20% in leva e non tocchi niente, dopo qualche anno non sei più al 20%: chi ha cominciato nel 2012 oggi è al 43%, chi ha cominciato nel 2000 oltre la metà. E anche mettendo tutti i versamenti sulla parte senza leva, al 20% non ci torni: dal 2012 ti fermi al 31%, dal 2000 resti al 52%. La rata non pesa abbastanza, è di nuovo la seconda vita del PAC. Quella quota non l’ha decisa nessuno: l’ha decisa il mercato. Il ribilanciamento non serve a fare più soldi, serve a decidere tu quanto rischi.

🏛️ La parte italiana: il fisco cambia la regola n. 2

Se ribilanci vendendo, paghi il 26% sulla plusvalenza. E sugli ETF armonizzati c’è una trappola: il guadagno è reddito di capitale, la perdita è reddito diverso, e le due cose non si compensano. Tradotto: sui guadagni degli ETF paghi sempre, e le minusvalenze che hai da altre parti (lo «zainetto fiscale», utilizzabile per quattro anni) non le puoi scalare da lì. Il meccanismo completo è nella guida alla tassazione degli ETF al 26%.

Nella simulazione che parte dal 2000, una sola vendita di ribilanciamento è costata 18.707 euro di tasse. Una. Per questo la versione italiana della regola è diversa da quella che trovi in certe strategie americane come l’Hedgefundie, dove si ribilancia vendendo a scadenze fisse:

  • Ribilanci prima di tutto con i versamenti: quando la leva è sopra il bersaglio, i 200 euro del mese vanno tutti sull’indice semplice. Costo fiscale: zero.
  • Vendi solo se lo scostamento diventa enorme, per esempio il doppio del bersaglio (20% → 40%). Non ogni trimestre.

📆 Regola n. 3: il PAC dinamico funziona solo con i soldi già da parte

Il PAC dinamico consiste nell’aumentare la rata quando il mercato crolla. Sulla carta è la regola più sensata di tutte; l’ho misurata con una formulazione precisa: raddoppio la rata se, il giorno del versamento, il Nasdaq-100 in euro è più del 30% sotto il massimo toccato da quando ho cominciato il PAC.

📆 Quante volte scatta il raddoppio a −30%

Indice senza leva, in euro
PACRisultato
Dal gennaio 20120 volte su 177 versamenti. Il più vicino: 3 gennaio 2023, a −29,4%. L’indice ha chiuso sotto il −30% in quattro sedute (16/03/2020, 27 e 28/12/2022, 05/01/2023), nessuna in un giorno di versamento.
Dal marzo 2000167 volte su 319, tutte di fila: da dicembre 2000 a ottobre 2014. Quasi quattordici anni di rata doppia.

Con il massimo storico (il picco del 2000) al posto del massimo da inizio PAC, il PAC partito nel 2012 avrebbe raddoppiato 34 volte, fra gennaio 2012 e ottobre 2014: il riferimento cambia tutto, va deciso prima.

Nel primo caso la regola non serve a niente, nel secondo ti chiede di versare il doppio per quasi quattordici anni, proprio negli anni in cui la gente perde il lavoro e chiude i rubinetti. Il PAC dinamico funziona quindi a due condizioni. Uno: i soldi in più li hai già messi da parte, oggi, su un conto deposito o un fondo monetario. Due: la soglia la misuri sull’indice, non sull’ETF a leva, che quando l’indice fa −30% è già intorno al −60% (nel 2022: Nasdaq-100 in euro −31%, LQQ −61%).

✅ Tre cose pratiche prima di cominciare

  1. Il test di appropriatezza. La MiFID II esonera dal test solo gli strumenti non complessi, e sugli ETF a leva molti broker te lo fanno comunque prima del primo acquisto. Se l’esito dice che il prodotto non fa per te, prendilo in considerazione senza farti spaventare, ma informati bene: il KID dell’ETF è il punto di partenza.
  2. I piani di accumulo automatici. Non tutti accettano gli strumenti a leva: verifica prima di impostare il PAC. Se compri a mano, usa sempre un ordine con prezzo limite, mai «al meglio», soprattutto nei primi minuti di contrattazione.
  3. Non cercare la leva 3. In Europa un fondo UCITS non può superare la leva 2. I prodotti a leva 3 quotati non sono fondi ma titoli di debito (ETP ed ETN), con il rischio dell’emittente. Il 9 marzo 2020 due di questi sul petrolio, i WisdomTree 3OIL e 3BRL, sono stati rimborsati d’ufficio dopo un crollo del greggio di circa un terzo fra una chiusura e l’apertura successiva: circa −99%, e chi era dentro non ha recuperato niente. Con la leva 2 sul Nasdaq-100, per fare la stessa fine l’indice dovrebbe perdere metà del valore in una sola seduta; dal 1998 a oggi la sua seduta peggiore è stata quella del 16 marzo 2020, intorno al −12%. Il confronto completo è nella guida leva 2 o leva 3.

📚 Fonti dei dati e metodo

❓ FAQ – PAC su ETF a leva – Domande Frequenti

✅ Ha senso fare un PAC su un ETF a leva?

Può avere senso, ma a condizioni precise. Nelle simulazioni su un ETF a leva 2 sul Nasdaq-100 (modello tarato sull’LQQ reale), su 213 PAC di dieci anni partiti ogni mese dal 1999 al 2016 la leva ha battuto l’indice senza leva in 185 casi, con un multiplo mediano di 4,76 contro 2,67. In 20 casi però, tutti partiti fra il 1999 e il 2000, dopo dieci anni di versamenti il PAC era ancora in perdita, e nel caso peggiore restavano 28 centesimi per ogni euro versato. Ha senso solo con una quota limitata del portafoglio, decisa prima, e con la capacità di continuare a versare durante un crollo.

✅ Il PAC riduce il rischio di un ETF a leva?

No. Il piano di accumulo non elimina il decadimento da volatilità, perché l’ETF a leva raddoppia la variazione di ogni singola giornata e si ribilancia ogni sera. Il PAC abbassa il prezzo medio di carico e attutisce i crolli solo nei primi anni: sul vero LQQ, un PAC partito sul massimo del 22 novembre 2021 ha limitato la perdita massima al 42,5% contro il 61,2% dell’ETF. Dopo dieci anni la rata pesa pochissimo sul portafoglio (0,08% a fine 2021 per un PAC partito nel 2012) e nel 2022 quel portafoglio ha perso il 61%, esattamente quanto l’ETF.

✅ Quanto deve crescere il Nasdaq perché un ETF a leva 2 convenga?

Circa il 10,4% l’anno, alle condizioni di settembre 2026. La soglia è la somma di tre costi: l’attrito da volatilità, circa pari al quadrato della volatilità annua (22,9% negli ultimi cinque anni, quindi circa 5,25 punti); il costo del finanziamento, cioè il tasso del T-bill americano a tre mesi (3,98% il 18 settembre 2026); i costi del fondo, circa 1,20% l’anno per l’LQQ. Sotto questa crescita la leva 2 rende meno dell’indice pur avendo il doppio del rischio. Con la volatilità media dal 1999 la soglia sale al 12,5%, con tassi al 2% scende intorno all’8,5%.

✅ Quale percentuale del portafoglio mettere in un ETF a leva?

Dipende da quanto riesci a sopportare, non dal rendimento atteso. In un PAC da 200 euro al mese dal 2012, tenere il 20% a leva e l’80% sull’indice semplice avrebbe reso circa 55.000 euro in più del solo indice, con una perdita massima del 38,9% contro il 30,5%. Tutto a leva avrebbe triplicato il risultato ma con una perdita massima del 60,6%. Se non riesci a restare investito con il 40% in meno sul conto, la quota giusta è più bassa. Conviene fissarla in euro, per esempio al massimo 8.000 euro, perché una percentuale tende ad allargarsi da sola quando la leva sale.

✅ Come si ribilancia un PAC a leva senza pagare troppe tasse in Italia?

Con i versamenti, non vendendo. In Italia la plusvalenza su un ETF armonizzato è reddito di capitale tassato al 26% e non si compensa con le minusvalenze, che sono redditi diversi. Nella simulazione partita nel 2000, una sola vendita di ribilanciamento è costata 18.707 euro di tasse e ha ridotto il valore finale senza migliorare la perdita massima. La versione italiana della regola è quindi indirizzare tutta la rata sull’indice senza leva quando la quota a leva supera il bersaglio, e vendere solo se lo scostamento diventa enorme, per esempio il doppio del bersaglio.

✅ Si può fare un PAC sull’LQQ con 200 euro al mese?

Sì. Dopo il frazionamento 1:200 del 9 luglio 2026 una quota dell’LQQ (ISIN FR0010342592, TER 0,60%) costa meno di 10 euro, 9,87 euro il 21 settembre 2026, quindi con 200 euro al mese si comprano una ventina di quote. Prima una quota costava quasi 2.000 euro. Su importi così piccoli contano le commissioni: 3 euro a operazione sono l’1,5% di ogni versamento. Non tutti i piani di accumulo automatici accettano gli strumenti a leva, e se compri a mano è meglio usare sempre un ordine con prezzo limite.

🎯 Conclusione

Il PAC non rende un ETF a leva meno rischioso: ti fa comprare più quote quando i prezzi scendono, e lo fa bene solo nei primi anni, finché la rata pesa. La leva 2 sul Nasdaq-100 conviene solo se l’indice cresce più di circa il 10% l’anno, e il pericolo non è il primo anno ma il decimo, quando la rata non pesa più niente e il portafoglio pesa tutto.

Se decidi di farlo, le regole sono tre: quota decisa prima e scritta in euro, ribilanciamento con i versamenti e non vendendo, e raddoppio nei crolli solo se i soldi per raddoppiare li hai già da parte. Io non sono un consulente finanziario, sono un appassionato che fa le sue esperienze da qualche anno: questi numeri servono a capire cosa ti aspetta, non a dirti cosa fare con i tuoi soldi.

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⚠️ Avvertenza sul rischio. Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria né fiscale, né sollecitazione all’investimento. Gli ETF a leva sono strumenti ad alto rischio: puoi perdere una parte rilevante o la totalità del capitale investito. Le simulazioni anteriori al giugno 2006 sono ricostruzioni basate su un modello e non rappresentano la performance di alcun prodotto reale; i rendimenti passati, reali o simulati, non sono indicativi di quelli futuri. Verifica sempre il KID del prodotto e valuta la tua situazione personale, se necessario con un consulente abilitato. Dati di prodotto rilevati su justETF il 28 settembre 2026; serie storiche al 18-25 settembre 2026.

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