Primo semestre 2025: la borsa americana sale, e un ETF costruito per fare il doppio della borsa americana perde quasi il diciotto per cento. Non è un errore di replica e non è una truffa: è scritto nel nome del prodotto, e non lo legge quasi nessuno.
Questo ETF si chiama CL2 (ISIN FR0010755611), è di Amundi e replica l’indice MSCI USA a leva 2 giornaliera. Dal lancio del 2009 ha moltiplicato il capitale per 75 volte. Eppure può farvi perdere soldi proprio nell’anno in cui l’America guadagna a doppia cifra. In questa pagina trovate il video completo (26 minuti) e l’analisi scritta con tutti i numeri e le fonti.
🖥️ CL2 in sintesi — dati al 31 agosto 2026
🧭 Che cos’è il CL2, in concreto
Il nome completo è Amundi MSCI USA Daily (2x) Leveraged UCITS ETF Acc. Ogni giorno punta a restituire il doppio della variazione giornaliera dell’indice MSCI USA, che raccoglie le grandi e medie aziende quotate negli Stati Uniti: 525 titoli, circa l’85% della capitalizzazione della borsa americana.
Se l’indice fa +1% in una seduta, il CL2 fa circa +2%. Se fa −1%, il CL2 fa circa −2%. Attenzione alle parole « ogni giorno »: il CL2 raddoppia la giornata, non l’anno. Su dodici mesi può fare molto più del doppio, molto meno del doppio, o perfino il contrario. Non a caso, nel reporting ufficiale di Amundi, la durata minima di investimento raccomandata oggi è di un giorno. Se volete capire perché, il meccanismo è spiegato nel dettaglio nella guida all’effetto compounding negli ETF a leva e in quella su leva e volatilità.
💡 Il dettaglio che quasi nessuno legge: nel reporting Amundi di fine 2023, per lo stesso identico prodotto, alla stessa voce c’era scritto cinque anni. Oggi c’è scritto un giorno. Il prodotto non è cambiato: è cambiato il modo in cui l’emittente lo descrive. E la versione di oggi è quella corretta.
Sul piano giuridico è un fondo comune di diritto francese (un FCP), conforme UCITS, ad accumulazione: non distribuisce dividendi, li reinveste. La replica è sintetica. Il fondo detiene un paniere di azioni per almeno il 75% europee — perché deve restare idoneo al PEA francese — e con un contratto swap ne scambia il rendimento con quello dell’indice americano a leva. La controparte dello swap è Société Générale, il market maker principale BNP Paribas, il depositario CACEIS Bank.
Tradotto: voi comprate l’America, ma nella scatola ci sono soprattutto azioni europee. È normale per un ETF a leva UCITS, ed è il motivo per cui esiste un rischio di controparte, limitato dalle regole UCITS ma non nullo.
L’indicatore di rischio del KID è 6 su 7. Prima di comprarlo vale la pena sapere come si legge davvero un KID.
🇮🇹 Si compra dall’Italia? Sì, ed è lo stesso fondo di Parigi
Il CL2 è quotato su Borsa Italiana, segmento ETFplus, con il ticker CL2, in euro. È quotato anche su Euronext Parigi (sempre CL2) e su Xetra in Germania, dove si chiama 18MF. Più borse, un solo fondo: stesso ISIN, stesso patrimonio, stesse regole, stesso costo. Cambia soltanto dove passa il vostro ordine.
Un consiglio pratico che non costa nulla: su un ETF a leva usate sempre un ordine con prezzo limite, mai « al meglio », soprattutto nei primi minuti di contrattazione, quando lo spread è più largo. Il tema è approfondito in spread e liquidità degli ETF a leva e nella guida pratica all’acquisto.
Su XTB lo trovate come CL2.FR: è la linea di Parigi, stesso ISIN, stesso fondo, in euro, quindi nessuna conversione di valuta sull’ordine. È il broker che uso personalmente, perché non applica commissioni su ETF e azioni fino a 100.000 euro di controvalore al mese.
🏢 Dentro le 525 aziende: non è il Nasdaq
Il CL2 non è un ETF tecnologico. Dentro ci sono banche, sanità, energia, supermercati, industria. Tutto americano, al cento per cento. Al 31 agosto 2026 la ripartizione settoriale dell’indice era: tecnologia 37,19%, finanza 12,21%, comunicazioni 9,69%, salute 9,43%, consumi ciclici 9,29%, industria 8,63%, consumi difensivi 4,44%, energia 3,49%, utility 1,97%, materiali 1,91%, immobiliare 1,75%.
🏆 Le prime dieci posizioni dell’indice — 31 agosto 2026
| Società | Peso nell’indice | Esposizione reale a leva 2 |
|---|---|---|
| NVIDIA | 7,57% | 15,14 € ogni 100 € |
| Apple | 7,07% | 14,14 € |
| Microsoft | 5,46% | 10,92 € |
| Amazon | 3,88% | 7,76 € |
| Alphabet classe A | 3,04% | 6,08 € |
| Broadcom | 2,50% | 5,00 € |
| Alphabet classe C | 2,39% | 4,78 € |
| Meta | 1,91% | 3,82 € |
| Micron | 1,58% | 3,16 € |
| Tesla | 1,48% | 2,96 € |
| Totale prime dieci | 36,88% | 73,76 € ogni 100 € |
Tre storie, dentro queste 525 aziende, dicono più di qualsiasi grafico.
NVIDIA. Nel 1993 tre ingegneri si siedono al tavolo di un Denny’s, una catena di tavole calde, vicino a San Jose. Un’idea: un chip per la grafica 3D sui personal computer. Il 29 ottobre 2025 quella società diventa la prima della storia a valere più di cinquemila miliardi di dollari. Oggi pesa il 7,57% dell’indice: con la leva due, ogni 100 euro investiti nel CL2 valgono circa 15 euro di esposizione alla sola NVIDIA.
Visa e Mastercard. Fino al 17 marzo 2023 erano classificate come aziende tecnologiche. Dopo la chiusura di quel giorno, con la revisione della classificazione settoriale usata da MSCI, sono diventate finanziarie. Non hanno cambiato un cliente, un prodotto o un dipendente: è cambiata l’etichetta. È uno dei motivi per cui nel CL2 la finanza pesa oltre il 12%. Nel Nasdaq-100 dell’LQQ, Visa e Mastercard non potrebbero mai entrare: sono quotate al New York Stock Exchange. Nel CL2 ci sono, insieme a JPMorgan e a Berkshire Hathaway.
Costco. La catena di magazzini all’ingrosso vende hot dog e bibita a un dollaro e cinquanta, allo stesso prezzo da oltre quarant’anni. Pesa più del 14% del settore dei consumi difensivi dell’MSCI USA. Anche questa è « leva sull’America ». Come lo è Eli Lilly, che il 21 novembre 2025 è diventata la prima azienda sanitaria al mondo a valere mille miliardi di dollari, trainata dai farmaci contro diabete e obesità.
E la lista cambia di continuo. Alla chiusura del 31 agosto 2026, con la revisione trimestrale, MSCI ha fatto uscire dall’MSCI USA diciotto titoli e ne ha fatti entrare sei. Fuori Domino’s Pizza, Lululemon, Clorox e IonQ, una delle aziende simbolo dei computer quantistici. Dentro, fra gli altri, SanDisk.
💶 Il segreto nel nome: un indice calcolato in euro
Eccoci alla domanda dell’inizio. L’LQQ, l’ETF a leva sul Nasdaq, replica un indice calcolato in dollari. Il CL2 replica un indice calcolato in euro: l’MSCI USA Leveraged 2x Daily, versione euro. Sembra un dettaglio da addetti ai lavori. È invece il motivo di tutto.
Funziona così: ogni giorno l’indice prende il rendimento della borsa americana già convertito in euro, e lo raddoppia. Quindi se un giorno la borsa americana resta ferma ma il dollaro perde l’1% contro l’euro, per un investitore in euro è come se la borsa americana avesse perso l’1%. E il CL2 lo raddoppia: −2%.
Sul cambio, il CL2 vi espone due volte. L’LQQ, che prende a prestito in dollari, una volta sola. Se il tema vi è nuovo, partite dalla guida sulla copertura valutaria negli ETF a leva.
📉 2025: stesso mercato, stessa leva, risultati opposti
| Grandezza | 2025 | Perché |
|---|---|---|
| Indice MSCI USA (in dollari) | +17,75% | l’anno buono di Wall Street |
| Cambio EUR/USD | +13,1% | da 1,04 a 1,175 dollari per euro |
| Borsa USA vista in euro | circa +4% | quello che resta al risparmiatore europeo |
| CL2 (indice in euro) | −0,19% | 4% raddoppiato, meno costo della leva e crollo di aprile |
| XS2L — S&P 500 2x (indice in dollari) | +12,39% | una sola esposizione al cambio |
| LQQ — Nasdaq 100 2x (indice in dollari) | +14,97% | una sola esposizione al cambio |
Non è un caso isolato. Nel 2017 l’MSCI USA in dollari fa +21,90%, l’euro sale del 13,8% e il CL2 si ferma a +11,97%. Nel primo semestre 2025 il CL2 perde il 17,9% mentre l’S&P 500 in dollari guadagna circa il 6%.
Ma funziona anche al contrario, ed è giusto dirlo. Nel 2024 l’MSCI USA fa circa +25%, il dollaro si rafforza del 6% e il CL2 fa +65,62%: molto più del doppio.
Il dollaro, dentro il CL2, è una seconda leva. Quando gira a favore regala punti. Quando gira contro, li toglie due volte. Chi compra il CL2 non sta scommettendo solo sull’America: sta scommettendo due volte sul dollaro. E quasi sempre non lo sa.
💵 Il costo della leva: qui il CL2 vince
La formula dell’indice è pubblica, nella metodologia MSCI. Ogni giorno: rendimento dell’indice moltiplicato per due, meno il costo del prestito sulla parte finanziata, al tasso overnight dell’euro (€STR), su base 360 giorni, senza spread aggiuntivo.
Con l’€STR al 2,19% (dato BCE del 14 settembre 2026), il conto è presto fatto: 2,19% × 365/360 = 2,22%, più lo 0,50% di TER, fa circa 2,72% l’anno di costo complessivo. Per l’LQQ, che si finanzia in dollari ai tassi americani, la stessa stima porta a circa 4,79% l’anno. Su questo fronte il CL2 costa quasi la metà. Il tema dei costi reali è sviluppato in TER e costi nascosti degli ETF a leva.
Due avvertenze, però. La prima: questo costo segue i tassi europei. Nel 2021 il prestito non costava nulla, anzi la formula restituiva qualcosa; oggi non più. La seconda: il prestito in euro costa meno perché i tassi europei sono più bassi di quelli americani, ed è esattamente l’altra faccia della doppia scommessa sul dollaro. Lo sconto sul finanziamento e il rischio di cambio raddoppiato sono la stessa moneta, vista dai due lati.
⚖️ CL2, LQQ o XS2L? Le due domande giuste
🧮 I tre ETF a leva 2 sull’America a confronto
| Caratteristica | CL2 | LQQ | XS2L |
|---|---|---|---|
| Indice | MSCI USA (525 titoli) | Nasdaq-100 | S&P 500 |
| Emittente | Amundi | Amundi | Xtrackers |
| Valuta dell’indice | euro | dollaro | dollaro |
| Esposizione al cambio | due volte | una volta | una volta |
| TER | 0,50% | 0,60% | 0,60% |
| Anno 2022 | −31,43% | −57,69% | −34,77% |
| Anno 2025 | −0,19% | +14,97% | +12,39% |
Non esiste una risposta valida per tutti, e chiunque ve la dia sta vendendo qualcosa. Esistono però due domande che restringono il campo in trenta secondi.
Uno: volete la tecnologia concentrata o il mercato americano intero? Il Nasdaq-100 è più concentrato e più violento, nei due sensi: nel 2022 ha perso quasi il 58%, nel 2023 e nel 2024 ha corso di più. Il CL2 e l’XS2L hanno dentro anche banche, sanità, energia, supermercati.
Due: volete raddoppiare anche la scommessa sul dollaro? Se sì, il CL2 lo fa per costruzione, e in cambio vi fa risparmiare circa due punti l’anno di costo della leva. Se no, un indice in dollari vi espone al cambio una volta sola. Il confronto completo fra i prodotti quotati in Italia è nella guida ai migliori ETF a leva del 2026.
📅 La storia in due date: 2009 e 2023
Prima data: 9 marzo 2009. L’S&P 500, nel pieno della crisi finanziaria, segna la chiusura più bassa di tutta la crisi a 676,53 punti (il 6 marzo aveva toccato 666,79 in seduta). Novantanove giorni dopo, il 16 giugno 2009, nasce il CL2, con un valore di lancio di 124,60 euro a quota.
Tenetelo a mente ogni volta che leggete il rendimento « dal lancio » di questo ETF: parte praticamente dal fondo del pozzo. Il crollo del 2008, il CL2 non l’ha mai vissuto.
Seconda data: 10 ottobre 2023. Quel giorno Amundi fa due cose in contemporanea.
🧾 Il frazionamento 1:300 del 10 ottobre 2023
| Elemento | 9 ottobre 2023 | 10 ottobre 2023 |
|---|---|---|
| Prezzo di una quota (Milano) | 4.017,15 € | 13,79 € |
| Quote possedute (per ogni quota) | 1 | 300 |
| Valore della posizione | invariato | invariato |
| Spese correnti | 0,35% | 0,50% |
| ISIN | FR0010755611 | FR0010755611 |
Il frazionamento non è un evento fiscale e non cambia il valore di quello che avete: rende soltanto il prodotto comprabile con una ventina di euro invece che con quattromila. Ma lo stesso giorno le spese correnti passano dallo 0,35% allo 0,50%: il 43% di costo in più, esattamente quando la platea di potenziali acquirenti si allarga. Coincidenza o strategia commerciale, giudicate voi. Il fatto è che a fine 2023 il fondo gestiva 394 milioni di euro e oggi ne gestisce oltre 1.100.
Amundi ha fatto la stessa operazione sull’LQQ nel luglio 2026, con un frazionamento 1:200. Attenzione a un effetto collaterale: per settimane le schede di alcuni siti finanziari continuano a mostrare serie storiche non rettificate, con variazioni percentuali assurde e massimi a 52 settimane sballati.
📈 I numeri reali dal 2009: cosa ha fatto davvero
📊 Rendimenti e volatilità — reporting Amundi al 31 agosto 2026
| Periodo | Rendimento del fondo | Volatilità |
|---|---|---|
| 1 anno | +39,06% | 22,35% |
| 3 anni | +124,17% | 29,66% |
| 5 anni | +137,05% | — |
| Dal lancio (giugno 2009) | +7.426,51% | 32,50% |
Più 7.426% significa 75 volte il capitale in 17 anni, cioè circa il 28,5% all’anno. Numeri che fanno girare la testa. Ma la domanda giusta non è « quanto ha reso »: è quante volte ha reso rispetto allo stesso mercato senza leva.
Nello stesso periodo, la borsa americana convertita in euro ha fatto circa 13,5 volte il capitale, il 16,4% l’anno (stima propria sull’S&P 500 con dividendi convertito al cambio BCE, perché Amundi non pubblica l’indice senza leva). Il rapporto fra i due è la leva realizzata: circa 1,65. Non 2. E su cinque anni scende a 1,40.
📉 Anno per anno — gli ultimi dieci esercizi
| Anno | CL2 | Nota |
|---|---|---|
| 2016 | +27,09% | dollaro in rafforzamento |
| 2017 | +11,97% | indice USA +21,90%, ma euro +13,8% |
| 2018 | −3,57% | — |
| 2019 | +75,00% | anno perfetto per la leva |
| 2020 | +8,23% | il Covid ha mangiato l’anno |
| 2021 | +81,38% | costo del prestito quasi nullo |
| 2022 | −31,43% | dollaro forte: ha attutito il colpo |
| 2023 | +41,19% | anno del frazionamento |
| 2024 | +65,62% | il dollaro regala punti |
| 2025 | −0,19% | il dollaro li riprende tutti |
Dietro questi numeri ci sono tre episodi che vale la pena conoscere prima di comprare, non dopo.
Il Covid. Dal 19 febbraio al 23 marzo 2020, in trentatré giorni, la borsa americana in euro perde circa il 34%. Il CL2 perde il 59,6%: è il crollo più profondo della sua storia. Per tornare ai livelli del 19 febbraio ci mette fino all’8 febbraio 2021, quasi un anno.
I dazi del 2025. Dal 19 febbraio all’8 aprile l’S&P 500 in dollari perde il 19%; in euro, con il dollaro che crolla, il 23%. Il CL2 perde il 36,8%. E torna sopra il livello di febbraio 2025 soltanto il 23 aprile 2026: quattordici mesi.
La trappola peggiore. Immaginate di aver comprato il 30 dicembre 2021, sul massimo, a circa 4.750 euro a quota (prezzi pre-frazionamento). Il 7 aprile 2025, tre anni e tre mesi dopo, la borsa americana in euro era sopra di quasi il 15% rispetto a quel giorno. E il CL2? Sotto dell’1,9%. Mercato in guadagno, voi in perdita: nessun errore di replica, solo leva giornaliera, cambio e costo del denaro che lavorano insieme. Oggi, a metà settembre 2026, da quel massimo il mercato americano in euro fa circa +66% e il CL2 circa +94%: leva realizzata 1,3.
🔬 E se fosse esistito nel 2000?
Il CL2 nel 2000 non c’era. Ma si può ricostruire: borsa americana con dividendi, convertita in euro giorno per giorno, leva due giornaliera, costo del prestito ai tassi europei dell’epoca. Sono simulazioni, non rendimenti reali, e vanno lette come tali.
Prima sorpresa: in euro, il picco della bolla internet non è a marzo 2000, ma a settembre 2000. Nel 2000 l’euro stava crollando, e questo gonfiava la borsa americana vista dall’Europa. Da quel picco al minimo del marzo 2003, la borsa americana in euro perde il 56,8%; il CL2 simulato perde l’86,1%. Per tornare in pari servono tredici anni senza leva (gennaio 2014) e sedici anni e mezzo con la leva due (febbraio 2017). Nel 2008, sempre in euro: −51% senza leva, −82% con la leva due.
Seconda sorpresa, ed è una differenza importante rispetto al Nasdaq. Partendo dal picco del 2000, la leva due sul Nasdaq ha reso meno del Nasdaq senza leva. Sul mercato americano intero, in euro, no: dal picco di settembre 2000 a oggi il capitale senza leva si moltiplica per sei (7,1% l’anno), a leva due per sette volte e mezzo (8,1% l’anno). Ha vinto la leva. Di poco. E dopo sedici anni e mezzo sott’acqua.
Un piano di accumulo avrebbe cambiato la storia: 100 euro al mese dal picco di settembre 2000 a oggi fanno 31.300 euro versati, che diventano circa 196.000 euro senza leva e circa 683.000 euro a leva due. Con due avvertenze non trascurabili: il fondo avrebbe dovuto sopravvivere a un −86% senza essere liquidato, e voi avreste dovuto continuare a versare per anni con la posizione a pezzi. Chiedetevi sinceramente se ci sareste riusciti.
🏛️ Chi decide cosa c’è dentro: la guerra fra MSCI e Strategy
Tutto quello che c’è dentro il CL2 lo decide MSCI. La storia comincia alla fine degli anni Sessanta a Ginevra, dove Capital International pubblica indici sui mercati mondiali; nel 1986 Morgan Stanley ne prende la licenza e nasce il nome Morgan Stanley Capital International. L’indice MSCI USA viene lanciato il 31 marzo 1986 (i dati precedenti sono ricostruiti). Nel 2007 MSCI si quota in borsa, dal 2009 è indipendente. Oggi le sue decisioni muovono migliaia di miliardi di dollari di fondi passivi.
E in queste settimane MSCI è in conflitto aperto con Strategy, l’ex MicroStrategy di Michael Saylor: un’azienda di software diventata la maggiore detentrice di bitcoin fra le società quotate.
⏱️ La cronologia, aggiornata al 17 settembre 2026
| Data | Che cosa succede |
|---|---|
| Ottobre 2025 | MSCI propone di escludere dagli indici le società con almeno metà degli attivi in criptovalute. Si oppongono oltre 250 organizzazioni. |
| 6 gennaio 2026 | MSCI fa marcia indietro: Strategy resta dentro, ma viene congelato qualunque aumento del numero di azioni conteggiate nell’indice. |
| Agosto 2026 | Nuova consultazione sulle « società non operative »: cinque indicatori di bilancio, e chi ne fallisce quattro su cinque esce. Nella simulazione escono Strategy, Metaplanet e Yellow Cake. |
| 31 agosto 2026 | Strategy risponde con una lettera durissima: la proposta è « un pretesto », e MSCI dovrebbe restare « uno specchio del mercato, non un arbitro ». |
| 30 settembre 2026 | Chiusura dei commenti alla consultazione. |
| Entro il 16 ottobre 2026 | Risultati attesi. Le eventuali modifiche arriverebbero con la revisione di novembre. |
Il punto non è il destino di una singola azienda. Il punto è che il vostro ETF si chiama « passivo », ma dietro c’è un comitato che scrive le regole. Decide se un’azienda piena di bitcoin è un’azienda o un fondo. Decide se Visa è tecnologia o finanza. Decide che la pizza esce e la memoria entra. E con la leva due, quelle decisioni le vivete il doppio.
🏛️ Fisco italiano: la trappola delle minusvalenze
Il CL2 è un fondo UCITS armonizzato, quindi per un residente in Italia valgono le regole di tutti gli ETF:
- i guadagni sono redditi di capitale, tassati al 26%;
- le perdite sono redditi diversi, recuperabili entro quattro anni;
- e le due categorie non si compensano fra loro.
Tradotto: se entrate e uscite spesso, pagate il 26% su ogni uscita in guadagno e le perdite accumulate sull’ETF restano lì, inutilizzate, a meno che non abbiate altri strumenti (azioni, certificati, obbligazioni) su cui scaricarle. Il market timing su questo strumento costa caro due volte: una in borsa, una all’Agenzia delle Entrate. Il meccanismo è spiegato in dettaglio nella guida alla tassazione del capital gain sugli ETF e in quella sul regime fiscale degli ETF in Italia. Per la vostra situazione specifica, confrontatevi con un commercialista.
Sul piano normativo, un ETF UCITS non può superare un’esposizione del 200%: per questo non esiste un « CL2 a leva 3 », e i prodotti a leva tre quotati in Europa sono ETP, con il rischio emittente in più. Gli ETF americani come SSO o UPRO, invece, non sono acquistabili dai risparmiatori retail europei perché privi del KID richiesto dal regolamento PRIIPs. L’elenco completo di ciò che è realmente accessibile in Italia è nella pagina ETF a leva: elenco completo.
⚠️ I rischi, detti ad alta voce
- Leva giornaliera: il doppio di un giorno, non di un anno. Durata minima raccomandata dall’emittente: un giorno.
- Doppia esposizione al dollaro: un calo del dollaro contro l’euro vi colpisce due volte.
- Costo variabile: segue i tassi europei, oggi circa 2,7% l’anno fra finanziamento e TER.
- Rischio di controparte: la replica è sintetica, lo swap è limitato dalle regole UCITS ma non azzerato.
- Regole dell’indice: MSCI può cambiarle, e con la leva due l’effetto è raddoppiato.
- Rischio KID 6 su 7: si può perdere una parte rilevante del capitale. Per ESMA e CONSOB è un prodotto complesso, ed è il motivo per cui il broker vi sottopone un questionario aggiuntivo.
📚 Fonti dei dati
- Borsa Italiana – scheda CL2 (FR0010755611)
- Amundi ETF – pagina prodotto, reporting mensile e KID
- justETF – scheda dati CL2
- MSCI – indice MSCI USA e metodologia degli indici a leva
- BCE – tasso €STR e cambi di riferimento
- ESMA – European Securities and Markets Authority
- CONSOB – Commissione Nazionale per le Società e la Borsa
❓ FAQ – CL2 ETF – Domande Frequenti
✅ Che cos’è l’ETF CL2 e quale indice replica?
CL2 è il ticker di Borsa Italiana dell’Amundi MSCI USA Daily (2x) Leveraged UCITS ETF Acc, ISIN FR0010755611. È un fondo comune di diritto francese (FCP) conforme UCITS, ad accumulazione, quotato dal 16 giugno 2009. Replica l’indice MSCI USA Leveraged 2x Daily nella sua versione in euro: punta cioè a restituire il doppio della variazione giornaliera dell’indice MSCI USA, che comprende 525 titoli statunitensi a grande e media capitalizzazione, circa l’85% della borsa americana. La replica è sintetica, tramite swap, e il TER è dello 0,50% annuo.
✅ Si può comprare il CL2 dall’Italia?
Sì. Il CL2 è quotato su Borsa Italiana, segmento ETFplus, con il ticker CL2 e in euro. È lo stesso fondo quotato a Parigi (CL2) e su Xetra in Germania (18MF): stesso ISIN, stesso patrimonio, stesso costo. Cambia solo la sede di negoziazione. Su XTB la linea disponibile è CL2.FR, quella di Parigi, sempre in euro. Trattandosi di un prodotto complesso con indicatore di rischio 6 su 7, il broker richiede la compilazione di un questionario di adeguatezza aggiuntivo.
✅ Perché il CL2 può perdere quando la borsa americana sale?
Perché l’indice che replica è calcolato in euro, non in dollari. Ogni giorno prende il rendimento della borsa americana già convertito in euro e lo raddoppia: se il dollaro si indebolisce, la perdita da cambio viene raddoppiata insieme al resto. Nel 2025 l’indice MSCI USA ha guadagnato il 17,75% in dollari, ma l’euro è salito del 13,1% contro il dollaro: in euro il mercato ha reso circa il 4%, e il CL2 ha chiuso l’anno a −0,19%. Nello stesso anno l’LQQ, costruito su un indice in dollari, ha fatto +14,97%. Chi compra il CL2 fa una doppia scommessa: sull’America e sul dollaro.
✅ Quanto costa davvero il CL2?
Il TER dichiarato è dello 0,50% annuo, ma non è il costo totale. All’interno dell’indice viene applicato ogni giorno il costo del finanziamento della leva, pari al tasso overnight dell’euro (€STR) su base 360 giorni, senza spread aggiuntivo. Con l’€STR al 2,19% (BCE, 14 settembre 2026) il costo complessivo è di circa il 2,72% annuo. È una delle voci che varia nel tempo: nel 2021, con i tassi europei a zero o negativi, era praticamente nullo. Per confronto, sull’LQQ, che si finanzia ai tassi americani, la stessa stima porta a circa il 4,79% annuo.
✅ Il CL2 ha davvero raddoppiato il mercato americano?
No, e il dato è pubblico. Dal 16 giugno 2009 al 31 agosto 2026 il CL2 ha moltiplicato il capitale per 75 volte (+7.426,51%, circa il 28,5% annuo). Nello stesso periodo la borsa americana convertita in euro ha fatto circa 13,5 volte il capitale: il rapporto fra i due, cioè la leva effettivamente realizzata, è di circa 1,65, non 2. Su cinque anni scende a 1,40 e, misurata dal massimo di fine 2021, a 1,3. La differenza dipende dall’effetto compounding della leva giornaliera, dal costo del finanziamento e dal cambio.
✅ Come sono tassati i guadagni del CL2 in Italia?
Il CL2 è un ETF UCITS armonizzato: le plusvalenze sono redditi di capitale tassati al 26%, mentre le minusvalenze sono redditi diversi, recuperabili entro il quarto anno successivo. Le due categorie non si compensano fra loro: le perdite realizzate sull’ETF non possono essere scalate dai guadagni futuri dello stesso ETF, ma solo da redditi diversi (azioni, certificati, obbligazioni). Per questo motivo una gestione a entrate e uscite frequenti risulta fiscalmente inefficiente. Le regole di dettaglio dipendono dal regime scelto, amministrato o dichiarativo: conviene verificarle con un commercialista.
🎯 Conclusione
Il CL2 è il mercato americano intero a leva due: 525 aziende, dalle banche all’hot dog di Costco. Costa meno di finanziare rispetto ai suoi concorrenti in dollari, è più diversificato del Nasdaq-100 ed è nato con un tempismo quasi perfetto, tre mesi dopo il minimo del 2009.
Ma nel nome dell’indice c’è scritto « in euro », e quelle due parole valgono una seconda scommessa, raddoppiata, sul dollaro. Nel 2024 ha regalato un +65,62%. Nel primo semestre 2025 ha tolto quasi il 18% mentre l’America saliva. Non è un prodotto buono o cattivo: è un prodotto che va conosciuto fino all’ultima riga prima di metterlo in portafoglio, e che l’emittente stesso descrive con un orizzonte raccomandato di un giorno.
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⚠️ Avvertenza sul rischio. Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria né fiscale, né sollecitazione all’investimento. Gli ETF a leva sono strumenti complessi ad alto rischio: puoi perdere una parte rilevante o la totalità del capitale investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e le simulazioni storiche non sono rendimenti reali. Verifica sempre il KID del prodotto e valuta la tua situazione personale, se necessario con un consulente abilitato. Dati di prodotto rilevati sul reporting Amundi al 31 agosto 2026 e aggiornati al 17 settembre 2026.