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									Forum ETF a Leva - Argomenti recenti				            </title>
            <link>https://etfaleva.it/community/</link>
            <description>Domande e discussioni tra investitori italiani su ETF a leva, broker, fiscalita e gestione del rischio.</description>
            <language>it-IT</language>
            <lastBuildDate>Wed, 07 Oct 2026 03:17:35 +0000</lastBuildDate>
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                        <title>«L&#039;ETF che non venderò mai»: il video sull&#039;LQQ mi convince a metà</title>
                        <link>https://etfaleva.it/community/nasdaq-100-a-leva/letf-che-non-vendero-mai-il-video-sulllqq-mi-convince-a-meta/</link>
                        <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 06:45:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Ho visto il video sull&#039;LQQ uscito a settembre sul canale del sito, quello lungo. Premetto che il lavoro sui dati è serio e che molte cose le sottoscrivo: il frazionamento 1:200 del 9 luglio ...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Ho visto il video sull'LQQ uscito a settembre sul canale del sito, quello lungo. Premetto che il lavoro sui dati è serio e che molte cose le sottoscrivo: il frazionamento 1:200 del 9 luglio che finalmente rende il prodotto comprabile con piccoli importi, il confronto con l'ANX che ha la stessa struttura senza leva, il 2022 a −57,69%.

Il punto su cui non sono d'accordo è il titolo, e lo dico da persona che usa QQQ3 in modo tattico da anni. «Non venderò mai» su un prodotto a leva mi sembra una frase pericolosa se la legge un principiante.

I numeri stessi del video lo mostrano: perdita massima del −75% nella crisi del 2008 e del −61% negli ultimi cinque anni. E sui cinque anni il rapporto tra rendimento dell'LQQ e dell'indice senza leva è stato di 1,38 volte, non di 2. Il rischio raddoppia sempre, il rendimento no.

Per correttezza va detto che nel video la tesi è spiegata come convinzione personale, con la posizione dimensionata piccola sopra un nucleo senza leva, e questo cambia molto. Ma chi guarda solo il titolo non lo sa.

Voi come la vedete: un 2x sul Nasdaq si può tenere a lungo, se la quota è piccola, o resta comunque uno strumento da trading?]]></content:encoded>
						                            <category domain="https://etfaleva.it/community/"></category>                        <dc:creator>andreaND</dc:creator>
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                        <title>Fincantieri scende nonostante gli ordini: da palermitano che vede il cantiere, provo a capire</title>
                        <link>https://etfaleva.it/community/titoli-europei/fincantieri-scende-nonostante-gli-ordini-da-palermitano-che-vede-il-cantiere-provo-a-capire/</link>
                        <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 10:34:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Sono un ingegnere in pensione e abito a Palermo, dove il cantiere di Fincantieri lo vedo da una vita. Forse per questo il titolo lo seguo con un affetto poco razionale, e le ultime settimane...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Sono un ingegnere in pensione e abito a Palermo, dove il cantiere di Fincantieri lo vedo da una vita. Forse per questo il titolo lo seguo con un affetto poco razionale, e le ultime settimane mi hanno messo alla prova.

Il 24 settembre il titolo ha perso il 5,5% nella stessa seduta in cui la joint venture Orizzonti Sistemi Navali, cioè Fincantieri insieme a Leonardo, ha firmato un accordo da 3,7 miliardi con la Marina Militare. Una buona notizia, e il titolo scende. Il 25 settembre ha chiuso a 11,78 euro, circa il 30% sotto l'inizio dell'anno.

Leggendo in giro ho messo insieme alcune spiegazioni. La prima è la qualità del portafoglio ordini: il carico di lavoro dichiarato è di 73,9 miliardi, ma di questi 43 sono ordini fermi e il resto opzioni, lettere di intenti e trattative. La seconda è che le commesse militari hanno consegne lontane, e i costi possono crescere più dei prezzi pattuiti. La terza è un dubbio generale sul settore difesa dopo la corsa degli anni scorsi.

Da ingegnere, un'osservazione banale: una nave si fa in anni, e il mercato vuole vedere il margine e la cassa, non il numero degli ordini.

Qualcuno qui la tiene o la sta guardando? E vi chiedo anche: ha senso usare prodotti a leva su un singolo titolo così, o è una follia?]]></content:encoded>
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				                    <item>
                        <title>Aggiornamento: il mio 3x sul Brent tenuto da luglio, bilancio a fine settembre</title>
                        <link>https://etfaleva.it/community/petrolio-energia/aggiornamento-il-mio-3x-sul-brent-tenuto-da-luglio-bilancio-a-fine-settembre/</link>
                        <pubDate>Sun, 04 Oct 2026 19:32:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[A settembre avevo scritto nella discussione sul decadimento che ero entrato il 24 luglio e che avevo ancora la posizione. Siccome qui si leggono tanti inizi e pochi finali, faccio un aggiorn...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[A settembre avevo scritto nella discussione sul decadimento che ero entrato il 24 luglio e che avevo ancora la posizione. Siccome qui si leggono tanti inizi e pochi finali, faccio un aggiornamento onesto.

Il Brent a fine settembre stava tra i 103 e i 108 dollari nelle ultime sedute, trascinato dalle tensioni in Medio Oriente. Quindi il sottostante è ancora ben sopra il punto in cui sono entrato.

Lo strumento però non ha fatto il triplo del sottostante, e lo sapevo. La cosa nuova che ho imparato in queste settimane è un'altra: la parte più difficile non è stata sopportare i ribassi, è stata non aumentare durante i rialzi. Ogni volta che il petrolio faceva un +3% in una seduta mi veniva voglia di aggiungere, e ogni volta mi sono ricordato che un'aggiunta sui massimi con la leva 3 è esattamente il modo in cui si restituisce tutto.

Ho preso una decisione: ho venduto un terzo della posizione, e sul resto ho messo una regola di uscita sullo strumento, non sul Brent, come suggeriva qualcuno qui a settembre.

Non so se è la scelta giusta. So che è una scelta che ho scritto prima invece di subirla dopo.]]></content:encoded>
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                        <title>Treasury decennale al 5,28%, massimi dal 2007: occasione per i bond a leva o trappola?</title>
                        <link>https://etfaleva.it/community/treasury-governativi/treasury-decennale-al-528-massimi-dal-2007-occasione-per-i-bond-a-leva-o-trappola/</link>
                        <pubDate>Sat, 03 Oct 2026 16:21:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Mi occupo di obbligazionario da abbastanza anni da ricordare quando un decennale americano sopra il 5% sembrava un ricordo del passato. A fine settembre il 10 anni ha toccato il 5,28%, il li...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Mi occupo di obbligazionario da abbastanza anni da ricordare quando un decennale americano sopra il 5% sembrava un ricordo del passato. A fine settembre il 10 anni ha toccato il 5,28%, il livello più alto dal 2007, e il 30 anni è arrivato al 5,61%, massimo dal 2002.

In questi giorni ricevo sempre la stessa domanda: è il momento di comprare Treasury a leva, visto che se i rendimenti scendono il prezzo sale parecchio? La tentazione è comprensibile e il ragionamento non è sbagliato in sé. Vorrei però mettere sul tavolo tre cose.

La prima è la duration. Su un paniere di Treasury a lunga scadenza parliamo facilmente di sensibilità a doppia cifra: con la leva 3 un movimento di mezzo punto dei rendimenti diventa una variazione di prezzo che assomiglia a quella di un indice azionario.

La seconda è il cambio. Quasi tutti questi strumenti sono in dollari o replicano un indice in dollari. Se i tassi americani scendono perché l'economia rallenta, spesso scende anche il dollaro, e una parte del guadagno la restituite al cambio.

La terza è il tempo. Rendimenti alti possono restare alti a lungo. Con un prodotto a leva giornaliera, una lunga fase laterale non è neutra, costa.

Detto questo, non sono contrario per principio. Dico solo che chi lo fa dovrebbe sapere che sta scommettendo sulla tempistica della discesa dei tassi, non sul fatto che prima o poi scenderanno. Chi di voi ci sta pensando, e con quale orizzonte?]]></content:encoded>
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                        <title>Petrolio a leva 7, long e short: chi li usa davvero e per quanto tempo li tiene?</title>
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                        <pubDate>Fri, 02 Oct 2026 12:40:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Con il Brent sopra i 100 dollari vedo sempre più gente chiedere dei prodotti a leva 7 sul petrolio, sia long sia short. Apro una discussione perché mi sembra che ci sia parecchia confusione ...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Con il Brent sopra i 100 dollari vedo sempre più gente chiedere dei prodotti a leva 7 sul petrolio, sia long sia short. Apro una discussione perché mi sembra che ci sia parecchia confusione su cosa siano.

Prima cosa: non sono ETF. Quelli che si trovano su Borsa Italiana sono certificati a leva fissa quotati sul SeDeX, emessi da banche. Sul long WTI il più citato è lo SCLA7L, sullo short c'è il P1OLJ0 di BNP Paribas. Non sono fondi UCITS, quindi c'è il rischio dell'emittente, e ognuno ha le sue regole su barriere e reset durante la seduta.

Seconda cosa, la matematica: con una leva 7 un movimento del sottostante di circa il 14% contro di voi in una sola giornata azzera teoricamente il capitale, perché 7 per 14 fa quasi 100. Per questo esistono i meccanismi di reset intraday, che però non sono uguali per tutti: vanno letti sulla scheda del singolo prodotto.

Terza cosa: il ribilanciamento è giornaliero, quindi tenere uno di questi strumenti per settimane in un mercato nervoso come quello attuale significa subire il decadimento moltiplicato per sette.

Io li uso solo in giornata, e non sempre. Chi di voi li tiene overnight, e con che regole?]]></content:encoded>
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                        <title>Il video sul PAC da 200 euro al mese sull&#039;LQQ: la regola che mi ha fatto cambiare idea</title>
                        <link>https://etfaleva.it/community/pac-con-etf-a-leva/il-video-sul-pac-da-200-euro-al-mese-sulllqq-la-regola-che-mi-ha-fatto-cambiare-idea/</link>
                        <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 21:10:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Chi mi legge qui sa che verso ogni mese il 20 e che a settembre avevo chiesto se avesse senso saltare il versamento per via della Fed. Nel frattempo sul canale YouTube del sito è uscito un v...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Chi mi legge qui sa che verso ogni mese il 20 e che a settembre avevo chiesto se avesse senso saltare il versamento per via della Fed. Nel frattempo sul canale YouTube del sito è uscito un video di un quarto d'ora proprio sul PAC da 200 euro al mese su un ETF a leva 2 sul Nasdaq-100, e l'ho guardato due volte.

Riassumo le tre cose che mi sono rimaste, così chi non l'ha visto può correggermi se ho capito male.

La prima è una soglia: la leva 2 rende più dell'indice semplice solo se il Nasdaq-100 cresce più del 10% circa all'anno, perché deve pagare l'attrito da volatilità, il costo del prestito e i costi del fondo. Sotto quella soglia prendi il doppio del rischio e porti a casa di meno.

La seconda è una simulazione su 213 PAC di dieci anni, uno per ogni mese di partenza dal 1999 al 2016: la leva vince in 185 casi, ma nel caso peggiore, partendo a marzo 1999, dopo dieci anni restavano 28 centesimi per ogni euro versato.

La terza è quella che mi ha fatto cambiare idea: la quota a leva va decisa prima e scritta in euro, non in percentuale. Io mi ero data il 20%, ma se non tocchi niente quella percentuale cresce da sola: nella simulazione partita nel 2012, il 20% iniziale era diventato il 43%.

Ho quindi scritto su un foglio un tetto in euro, e i versamenti oltre quel tetto vanno sull'indice senza leva. Qualcun altro ha rivisto il proprio piano dopo averlo visto?]]></content:encoded>
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                        <title>Fed e BCE hanno alzato i tassi a settembre: cosa cambia per chi usa la leva</title>
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                        <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:36:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[A metà settembre avevo aperto una discussione sul FOMC dicendo che il mercato era diviso a metà tra pausa e rialzo. Com&#039;è andata lo sappiamo: il 16 settembre la Fed ha alzato di 25 punti bas...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[A metà settembre avevo aperto una discussione sul FOMC dicendo che il mercato era diviso a metà tra pausa e rialzo. Com'è andata lo sappiamo: il 16 settembre la Fed ha alzato di 25 punti base, portando i tassi nella fascia 3,75-4,00%. È il primo rialzo dal luglio 2023.

La cosa che mi ha sorpreso di più non è la decisione, è il voto: unanime, 12 a 0. A luglio erano 9 a 3, con tre membri che già chiedevano di alzare. In due mesi il comitato è passato da spaccato a compatto, e le proiezioni mediane indicano un altro rialzo entro fine anno.

Una settimana prima, il 10 settembre, anche la BCE aveva alzato di un quarto di punto: tasso sui depositi al 2,50%, rifinanziamento principale al 2,65%. Secondo rialzo dopo quello di giugno.

Poi c'è il pezzo che secondo me conta di più per noi: il decennale americano a fine settembre è arrivato al 5,28%, livelli che non si vedevano dal 2007, con il trentennale al 5,61%.

Per chi usa strumenti a leva questo cambia due cose molto concrete. La prima è il costo: un ETF a leva 2 si finanzia a breve termine, quindi ogni rialzo si traduce in un costo di mantenimento più alto, tutti i giorni, a prescindere da come va il mercato. La seconda è il contesto: con i tassi lunghi che salgono, le valutazioni delle società di crescita diventano più fragili, e sono proprio quelle che stanno dentro il Nasdaq.

Io non ho cambiato l'esposizione, ma ho smesso di considerare il costo del finanziamento un dettaglio. Voi ne tenete conto quando scegliete tra un 2x e un 3x, o tra un prodotto in euro e uno in dollari?]]></content:encoded>
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                        <title>Petrolio caro: per chi crede nel rialzo conviene il settore energetico o la materia prima?</title>
                        <link>https://etfaleva.it/community/titoli-energy-altro/petrolio-caro-per-chi-crede-nel-rialzo-conviene-il-settore-energetico-o-la-materia-prima/</link>
                        <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 10:45:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Sono in pensione da qualche anno, ho fatto l&#039;ingegnere in un&#039;azienda del settore energetico per tutta la vita, e questa è una discussione che mi diverte perché la vedo da due lati.

La doman...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Sono in pensione da qualche anno, ho fatto l'ingegnere in un'azienda del settore energetico per tutta la vita, e questa è una discussione che mi diverte perché la vedo da due lati.

La domanda è semplice: se uno pensa che il petrolio resterà alto, conviene comprare il petrolio o le aziende che lo estraggono?

Dal punto di vista industriale, che è quello che conosco, la differenza principale è che le società hanno un costo di produzione fisso e ricavi che seguono il prezzo. Questo crea una leva operativa naturale: sopra una certa soglia di prezzo, ogni dollaro in più va quasi tutto a margine. In un certo senso una compagnia petrolifera È già uno strumento a leva sul greggio, solo che nessuno la vende come tale.

Ma ci sono due differenze che remano in senso opposto. La prima è che le aziende pagano dividendi e la materia prima no, il che cambia completamente il profilo per chi ha un orizzonte lungo. La seconda è che un'azione risente anche del mercato azionario in generale: se il MIB e gli indici europei scendono per motivi loro, il vostro titolo energetico scende anche con il Brent che sale.

La mia opinione, da persona che non usa la leva ma legge chi la usa: chi vuole esprimere una view di brevissimo sul prezzo usa lo strumento sulla materia prima, chi ha una tesi di più lungo periodo sul settore energetico e in una fase di prezzi alti probabilmente è servito meglio dalle società, senza leva.

Cosa ne pensate voi che operate più di me?]]></content:encoded>
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                        <title>BTP e spread in movimento: cosa cambia davvero per chi guarda gli obbligazionari a leva</title>
                        <link>https://etfaleva.it/community/corporate-bond-a-leva/btp-e-spread-in-movimento-cosa-cambia-davvero-per-chi-guarda-gli-obbligazionari-a-leva/</link>
                        <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 11:10:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Seguo la parte obbligazionaria da sempre e mi sembra che in questo periodo sia il comparto di cui si parla meno e che invece sta dando i segnali più interessanti.

I fatti: a inizio mese il ...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Seguo la parte obbligazionaria da sempre e mi sembra che in questo periodo sia il comparto di cui si parla meno e che invece sta dando i segnali più interessanti.

I fatti: a inizio mese il decennale italiano rendeva il 4,2%, con lo spread contro il Bund sopra gli 80 punti base. Non sono livelli drammatici in prospettiva storica, ma la direzione è quella che conta, e va letta insieme al quadro sui tassi americani.

Il punto che voglio sollevare riguarda un errore concettuale che vedo fare spesso su questo forum quando si parla di obbligazionario a leva. Molti ragionano come se la leva su un bond amplificasse il rendimento cedolare. Non è così. Questi strumenti amplificano la variazione di PREZZO dell'obbligazione o dell'indice, non la cedola. Quindi non state comprando un BTP che rende il triplo, state comprando la volatilità del prezzo del BTP moltiplicata per tre.

La conseguenza pratica è importante: se i tassi restano fermi e voi incassate cedole, un BTP vi paga e uno strumento a leva sull'indice non necessariamente. E se i tassi si muovono anche solo un poco, la duration moltiplicata per la leva produce oscillazioni che sorprendono chi si aspettava lo strumento "prudente" del portafoglio.

Aggiungo che la copertura valutaria qui conta più che altrove, perché molti prodotti su Treasury sono in dollari e il cambio può tranquillamente superare il movimento del sottostante.

Qualcuno tiene posizioni a leva sull'obbligazionario in questa fase? Sarei sinceramente curioso di sapere con che tesi.]]></content:encoded>
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                        <title>Dopo un rally del genere, lo short diventa più sensato o più pericoloso?</title>
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                        <pubDate>Fri, 25 Sep 2026 19:20:00 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Uso strumenti short da anni, quasi sempre in copertura e raramente in modo direzionale, e in questi giorni ricevo la stessa domanda da tre persone diverse: adesso che il petrolio ha corso ta...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Uso strumenti short da anni, quasi sempre in copertura e raramente in modo direzionale, e in questi giorni ricevo la stessa domanda da tre persone diverse: adesso che il petrolio ha corso tanto, non è il momento di shortare?

La mia risposta breve è no, e provo a spiegare perché in modo che sia utile anche a chi la pensa diversamente.

Il ragionamento "è salito tanto quindi scenderà" non è un'analisi, è una sensazione di simmetria. I mercati non hanno alcun obbligo di restituire quello che hanno dato, e nelle materie prime i trend possono estendersi molto oltre quello che sembra ragionevole, proprio perché il prezzo non è ancorato a un utile o a un dividendo.

Il secondo problema è che shortare un asset sostenuto da un premio geopolitico significa scommettere sulla distensione, cioè su un evento politico. Se la vostra tesi è politica, ditelo chiaramente, perché allora il rischio non è di mercato ma di cronaca, e non si gestisce con l'analisi tecnica.

Il terzo problema, il più concreto: uno short a leva 3 in una fase ad alta volatilità paga il decadimento in modo brutale anche se alla fine avete ragione sulla direzione. Potete azzeccare il movimento e perdere comunque, se ci arrivate dopo troppe oscillazioni. Chi ha letto il diario di chi è stato short per tutto agosto sa esattamente di cosa parlo.

Se proprio si vuole esprimere una view ribassista qui, io ridurrei la leva prima di ridurre la convinzione.]]></content:encoded>
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