Il 9 aprile 2026 il Ministero dell’economia e delle finanze ha collocato un BOT annuale (ISIN IT0005704447) con scadenza 14 aprile 2027, raccogliendo 7,5 miliardi di euro a fronte di richieste per 10,77 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,44. Il rendimento lordo di aggiudicazione si è attestato al 2,604%, il livello più elevato dall’asta di novembre 2024. Secondo le elaborazioni di Assiom Forex, il rendimento netto scende al 2,116%. Questi numeri definiscono il quadro in cui ci muoviamo oggi : uno strumento semplice, ma che nasconde complessità rilevanti per chi vuole investire con consapevolezza.
BOT annuali: rendimento reale e confronto con le alternative
Tassi, aste, quotazioni e tutto quello che serve per capire se i BOT convengono nel 2026.
* Contenuto informativo. Non costituisce consulenza finanziaria.
Cosa sono i BOT annuali e come funziona il loro rendimento
I Buoni Ordinari del Tesoro sono titoli di debito pubblico zero coupon, il che significa che non distribuiscono cedole periodiche. La loro logica è lineare : lo Stato li emette sotto la pari, cioè a un prezzo inferiore a 100, e li rimborsa a 100 alla scadenza. La differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso costituisce il guadagno lordo per l’investitore.
Prendiamo l’asta di aprile 2026 come esempio concreto. Il prezzo di aggiudicazione era 97,428 centesimi. Chi ha acquistato 1.000 euro nominali ha pagato 974,28 euro, incassando poi 1.000 euro a scadenza : un guadagno lordo di 25,72 euro. L’investimento minimo è fissato a 1.000 euro, con multipli dello stesso valore. La durata massima è un anno : i BOT a 12 mesi hanno aste a metà mese, quelli semestrali a fine mese.
Dal rendimento lordo, però, bisogna sottrarre due voci fondamentali. Prima di tutto, la tassazione : il capital gain sui BOT è assoggettato a un’aliquota agevolata del 12,50%, la stessa dei titoli di Stato. Poi, le commissioni. Il Decreto del 15 gennaio 2015 sulle norme di trasparenza nel collocamento dei titoli di Stato stabilisce limiti precisi :
| Durata residua | Commissione massima |
|---|---|
| Fino a 80 giorni | 0,03% |
| Da 81 a 140 giorni | 0,05% |
| Da 141 a 270 giorni | 0,10% |
| Pari o superiore a 271 giorni | 0,15% |
Per i BOT annuali, le commissioni massime stabilite dal Ministero del Tesoro arrivano allo 0,30%. Se il prezzo medio ponderato risultante dall’asta raggiunge o supera 100, non si applica alcuna commissione di sottoscrizione. Una volta acquisiti, i titoli sono negoziabili sul MOT a partire dal giorno successivo all’emissione, garantendo una certa liquidità prima della scadenza.
Quotazioni e tassi attuali : dall’asta di aprile a quella di maggio 2026
Confrontare le ultime aste aiuta a leggere la direzione dei tassi. A marzo 2026, il rendimento dei BOT annuali si era fermato al 2,372%, su richieste di 11,52 miliardi a fronte di un’offerta di 8 miliardi. Ad aprile il tasso è salito di oltre 23 punti base, portandosi al 2,604%. Un balzo significativo in un solo mese.
Per l’asta di martedì 12 maggio 2026, il Tesoro punta a raccogliere 10 miliardi di euro per il nuovo BOT a 12 mesi con data di regolamento 14 maggio 2026 e scadenza 14 maggio 2027 (durata esatta : 365 giorni, ISIN IT0005704447). È prevista anche una seconda tranche riservata agli Specialisti in titoli di Stato, fino a 850 milioni di euro, pari al 10% delle assegnazioni dell’asta ordinaria. In parallelo, riaprirà la scadenza 14 luglio 2026 (ISIN IT0005704454) per 1,5 miliardi. L’offerta complessiva tra asta ordinaria e straordinaria oscilla tra 10 e 11 miliardi, contro BOT in scadenza per soli 8,5 miliardi.
Le aste, lo ricordiamo, sono riservate agli intermediari istituzionali autorizzati ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58. Ogni intermediario può presentare fino a 5 richieste, ciascuna di almeno 1,5 milioni di euro, con scarto minimo di un millesimo di punto percentuale tra un’offerta e l’altra. Le offerte sono espresse in termini di rendimento, non di prezzo. L’esecuzione è affidata alla Banca d’Italia. La circolazione complessiva dei BOT al 14 aprile 2026 ammontava a 136,5 miliardi di euro.
BOT annuali e inflazione : conviene davvero investire nel 2026 ?
Questo è il punto critico che molti trascurano. L’inflazione italiana ha raggiunto il 2,8% ad aprile 2026, mentre nell’Eurozona si attesta al 3%, spinta dal caro energia. Il rendimento netto del BOT a 12 mesi non supera il 2% dopo le imposte. Il calcolo è impietoso : in termini reali, l’investitore rischia di perdere potere d’acquisto.
La Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi invariati, prospettando un eventuale rialzo per giugno. Sul fronte geopolitico, l’apertura di uno spiraglio nei negoziati tra Stati Uniti e Iran — con la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz — ha già abbassato le quotazioni di petrolio e gas, comprimendo le aspettative inflazionistiche. I rendimenti obbligazionari ne hanno risentito, scendendo, e gli spread si sono ridotti.
Vale la pena confrontare con altre opzioni. Il BTP a 5 anni offre già oltre il 3% lordo, sufficiente a coprire l’inflazione attesa per il periodo. Attenzione però : esporsi alle scadenze lunghe comporta rischio di duration. Se i rendimenti dovessero risalire — ipotesi concreta se le tensioni geopolitiche si prolungassero — i prezzi dei titoli a lunga scadenza scenderebbero, generando minusvalenze per chi volesse vendere prima del termine.
Chi punta alla certezza del rendimento e a una liquidità rapida troverà nei BOT uno strumento coerente. Chi invece cerca di proteggere il capitale dall’erosione inflazionistica dovrà valutare soluzioni alternative, tenendo conto che il rischio di default dell’emittente — ossia lo Stato italiano — rimane l’unico rischio strutturale dei BOT, trascurabile ma tecnicamente non zero.
❓ FAQ – Bot Annuali Rendimento – Domande Frequenti
Quanto rende un BOT annuale nel 2026?
Il rendimento dei BOT annuali varia in base alle condizioni di mercato e alle aste del Tesoro. Nel 2026 i tassi si muovono in linea con le decisioni della BCE. Per conoscere il rendimento esatto dell’ultima asta, consultare il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) o Borsa Italiana. I rendimenti storici sono pubblicati nella sezione aste del MEF.
I BOT annuali battono l’inflazione nel 2026?
Dipende dal livello di inflazione al momento dell’acquisto. Se il tasso BOT è inferiore all’inflazione, il rendimento reale è negativo: i soldi crescono nominalmente ma perdono potere d’acquisto. È fondamentale confrontare il tasso BOT netto (dopo la tassazione del 12,5%) con l’inflazione attesa per il periodo di investimento.
Come si acquistano i BOT annuali: banca, Borsa o asta?
Esistono due modalità: asta primaria (tramite la propria banca o broker autorizzato, con ordine prima dell’asta) e mercato secondario (acquisto su MOT, il mercato obbligazionario di Borsa Italiana, tramite broker). L’asta primaria garantisce il prezzo d’asta; il mercato secondario permette acquisti in qualsiasi momento ma a prezzi di mercato.
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Conclusione
I BOT annuali sono uno strumento sicuro e fiscalmente efficiente per parcheggiare liquidità nel breve periodo. Non sono però pensati per la crescita del capitale nel lungo periodo: per quello servono strumenti con maggiore esposizione ai mercati. Se vuoi affiancare i BOT con ETF azionari o obbligazionari, XTB offre zero commissioni su ETF fino a 100.000€ mensili.
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